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 2026  maggio 17 Domenica calendario

Con 3.100 euro si diventa croupier

Il “Cen­tro For­ma­zione Crou­pier” di Milano è la scuola più impor­tante del set­tore in Europa (ha sedi anche a Torino, Roma, Padova e Abano Terme, che è una sorta di Cam­pus inter­na­zio­nale con stu­denti pro­ve­nienti da tutto il mondo) e, dal 1991 (è la più antica in atti­vità), si occupa di for­mare per­so­nale per hol­ding di case da gioco e com­pa­gnie di navi da cro­ciera. «I corsi, rivolti a donne e uomini di mas­simo 45 anni, sono indi­vi­duali, su pre­no­ta­zione e a numero chiuso dopo aver supe­rato una sele­zione – spiega Ste­fano Melani, 56 anni, crou­pier di fama mon­diale e fon­da­tore della scuola -. La durata varia in base alle cono­scenze dell’allievo: sono almeno 180 ore per un costo mas­simo di 3.100 euro. Abbiamo cen­ti­naia di iscritti l’anno e con l’atte­stato è garan­tita l’assun­zione quasi imme­diata per­ché la richie­sta di crou­pier in Europa è altis­sima, anche tra le donne. Tra i requi­siti ci sono l’atti­tu­dine a viag­giare, a rela­zio­narsi con il pub­blico, saper par­lare almeno una lin­gua stra­niera e la fedina penale pulita. Il segreto per essere un bravo crou­pier? Biso­gna fare sen­tire a pro­prio agio i clienti affin­ché riman­gano il più pos­si­bile ai tavoli e poi tor­nino. Oltre alle regole dei gio­chi (rou­lette, poker e blac­k­jack sono i più desi­de­rati), inse­gniamo anche “gesti tec­nici” per maneg­giare con disin­vol­tura carte e fiches. E a come rico­no­scere i bari».
Dalla scuola, in que­sti 35 anni, sono usciti mol­tis­simi talenti. «Mat­tia Luchesi ha vinto i Cam­pio­nati dei Crou­piers in Europa ed in Inghil­terra, Ales­sio Noviello è nella Top 12 Usa e lavora nella Strip di Las Vegas all’Hil­ton Resort World, Lorenzo Tronci lavora al MGM Bel­la­gio di Las Vegas, Nicola Ippo­di­monte è Cam­pione Euro­peo di Poker (staff only) del 2025 in Por­to­gallo, Daniele Bosio è nella Top 6 UK 2026. Molti, inol­tre, sono diven­tati diret­tori di Casinò o mana­ger».
Ste­fano Melani, dopo una vita pas­sata tra migliaia di tavoli verdi, dalla Sviz­zera a Lon­dra fino a Las Vegas (dove è ben cono­sciuto dalle Hol­dings come MGM, Wynn, Cae­sars Enter­tain­ment), ora lavora solo su mega yacht, in serate esclu­sive per vip, prin­cipi, sceic­chi e re, che lo chia­mano all’occor­renza: «Per que­sto sono diven­tato un crou­pier free­lance, ho la repe­ri­bi­lità h24. “Fatti tro­vare domat­tina in aero­porto”, mi dicono, e io mi pre­sento. Senza sapere quanto starò via e quale sarà la desti­na­zione: a volte sono impe­gnato solo due sere in venti giorni di navi­ga­zione. La per­dita più colos­sale? Uno sceicco arabo, in 9 ore alla rou­lette, ha sper­pe­rato 145 milioni di dol­lari. Era­vamo come in un bun­ker, io non mi sono mai alzato per andare al bagno, lui con­ti­nuava a per­dere e tutti mi guar­da­vano male pen­sando che il gioco fosse truc­cato».