Corriere della Sera, 16 maggio 2026
Bellini chiede dal carcere l’eutanasia
Paolo Bellini, condannato in via definitiva all’ergasto-lo perché ritenuto l’esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, ha chiesto «l’eutanasia farmacologica». L’ex militante di Avanguardia Nazionale ha scritto dal carcere Due Palazzi di Padova di voler ottenere il suicidio medicalmente assistito (in Italia l’eutanasia è vietata) con una lettera inviata alla Gazzetta di Reggio, nella quale sostiene anche che contro di lui ci sarebbe un «complotto politico, mediatico e giudiziario». «Chiedo che la direzione sanitaria di Padova provveda in tal senso, rispettando le leggi vigenti in materia di silenzio-assenso, dalle quali non vi potete sottrarre», scrive in dieci fogli manoscritti fotocopiati con passaggi che appaiono confusi indirizzati al direttore del quotidiano reggiano, Davide Berti. Il quale, ha commentato: «La pubblichiamo perché è una notizia, ma ricordiamo che la giustizia italiana ha riconosciuto Bellini come uno dei responsabili del più efferato attentato della storia della Repubblica». Bellini è detenuto a Padova, dopo la condanna definitiva all’ergastolo per la Strage di Bologna in cui morirono 85 persone e altre 200 rimasero ferite a causa di una bomba, in seguito all’inchiesta riaperta a 40 anni dai fatti. Nella missiva, dice di aver avanzato la richiesta ai tempi della detenzione in Sardegna, il «20-8-2025». I destinatari indicati sono anche il dirigente sanitario della Casa di reclusione di Padova, la Procura di Bologna, di Cagliari, di Padova, la Commissione Parlamentare Mafia e Stragi.