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 2026  maggio 16 Sabato calendario

Schlein incontra Bernie Sanders

Dopo Obama, Sánchez e Lula, è la volta di Bernie Sanders. Elly Schlein continua a tessere la sua rete internazionale e, approfittando della sua presenza al Salone del Libro, ha voluto incontrare a Torino uno dei simboli della sinistra mondiale. Del resto, ieri, sotto la Mole, sembravano tutti pazzi per il senatore del Vermont: e anche il sindaco Stefano Lo Russo è corso ad accoglierlo.
Il faccia a faccia con la segretaria del Pd è avvenuto all’hotel del Lingotto, dove l’idolo del fronte anti Trump e punto di riferimento anche per una parte dell’opposizione italiana a Giorgia Meloni soggiorna durante la sua permanenza torinese. Il colloquio è durato oltre un’ora e mezza: era la prima volta che i due si incontravano di persona. E così, tra un drink e uno spuntino, il confronto si è trasformato in una lunga discussione sul futuro del campo progressista internazionale.
Sanders ha ascoltato Schlein parlare dell’Italia e della sfida contro le destre europee. I due hanno affrontato i temi della politica internazionale, del peso crescente degli oligarchi nelle democrazie occidentali e degli «sforzi che la sinistra deve fare in comune contro oligarchi e autoritarismi». Al centro della conversazione sono finiti anche temi come i salari, l’accesso alla sanità pubblica, i diritti sociali e la redistribuzione della ricchezza.
La leader dem ha raccontato al senatore 84enne il lavoro dei sindaci di centrosinistra delle città italiane, soffermandosi sui progetti per la gratuità degli asili nido e del trasporto pubblico locale. Sanders ha insistito sulla necessità di ricostruire una rappresentanza forte per il lavoro e per le fasce sociali più colpite dalla crisi economica.
L’incontro di Torino si inserisce in una strategia che Schlein porta avanti da mesi. La segretaria del Pd ha partecipato al Vertice dei Progressisti di Toronto, il grande raduno della sinistra mondiale, dove ha incontrato Obama e il premier canadese Mark Carney. Prima aveva consolidato i rapporti con Sanchez in Spagna e Lula in Brasile, nel tentativo di costruire una rete internazionale alternativa alle destre sovraniste.
A Barcellona, durante il summit della Global Progressive Mobilisation, Schlein ha rilanciato la necessità di una nuova agenda progressista fondata su pace, cooperazione internazionale, salari dignitosi, lavoro e transizione ecologica. Un lavoro diplomatico che guarda anche agli equilibri italiani: l’obiettivo resta quello di costruire un’alternativa a Meloni collegando il Pd alle principali esperienze progressiste internazionali.
Il colloquio con Sanders aggiunge ora un nuovo tassello a questa strategia. Nel cuore del Lingotto, lontano dai riflettori ufficiali, prende forma un asse politico che prova a ricostruire un linguaggio comune per la sinistra globale.