Corriere della Sera, 16 maggio 2026
Giachetti sospende lo sciopero della fame
Ieri Roberto Giachetti ha ripreso a mangiare e a bere, quando è arrivata la notizia che la commissione di Vigilanza Rai (bloccata da mesi) sarebbe stata convocata il 27 maggio. Decisione giunta dopo che la premier ha chiamato il deputato Iv. Giorgia Meloni lo ha cercato al telefono e lo ha ascoltato. «Ringrazio la presidente del Consiglio che mi ha chiamato, alla quale ho spiegato le mie ragioni, che credo abbia compreso e che abbia in qualche modo facilitato una presa di posizione della maggioranza». Ma su di lei, nel punto stampa organizzato per annunciare l’interruzione della protesta, aggiunge: «Io ho un rapporto di amicizia con Giorgia Meloni, anche se ci prendiamo a schiaffi politicamente dalla mattina alla sera. Era preoccupata anche lei per la mia salute. Ho risposto quello che ho detto a tutti gli altri: che prima di occuparci della mia salute bisogna occuparsi della salute della democrazia, e credo che in qualche modo abbia dato un contributo», commenta.
È stata una giornata complicata per Giachetti: dopo dodici giorni di sciopero della fame decide di smettere anche di bere e di agganciarsi allo scranno con delle manette. «Visto che la maggioranza sta sequestrando la commissione parlamentare di Vigilanza Rai io mi autosequestro in Aula, non mi muoverò da qui finché non avrò risposta», spiega. La sua determinazione fa aumentare la preoccupazione per la salute, l’opposizione tutta gli si schiera accanto. Nel corso delle cinque ore di occupazione riceve messaggi di sostegno da tutto il centrosinistra: Angelo Bonelli per Avs, Riccardo Magi per Più Europa, Carlo Calenda per Azione, Enrico Borghi per Iv. «È molto grave il blocco della vigilanza da parte della maggioranza che la diserta», aveva commentato la segretaria Pd, Elly Schlein.
Poi interviene la premier e la situazione si sblocca. «Non condividiamo le motivazioni, ma abbiamo a cuore la salute di Roberto Giachetti – spiegano in un comunicato i membri di maggioranza – e quindi ribadiamo che siamo disponibili garantire il numero legale nella prossima seduta della Commissione». A quel punto Giachetti annuncia di interrompere la protesta, in serata mangerà. «Si ricomincia sempre leggeri, con un omogeneizzato, come ho fatto in altre occasioni», racconta. Esperto di proteste politiche pacifiche ed estreme – avendo militato nei radicali con Pannella – si era attrezzato con manette per fissarsi allo scranno, «comprate in un sexyshop, in Italia non sono in vendita, sono vietate» e pannoloni. Non sono serviti.
Giachetti si era incatenato per protestare sul blocco dei lavori della commissione di Vigilanza Rai, provocata dall’assenza del numero legale organizzata dal centro destra. Per il mancato sostegno alla loro candidata presidente del Cda Simona Agnes, da parte del centro sinistra.
«Oltre al presidente della Camera Lorenzo Fontana, devo ringraziare il personale di Montecitorio e il personale medico, che mi ha praticamente monitorato ogni ora», dice. «Prendo atto della disponibilità della maggioranza a garantire il numero legale e convoco la vigilanza per il prossimo mercoledì 27 aprile», conclude Barbara Floridia (M5S) presidente della commissione.