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 2026  maggio 15 Venerdì calendario

Gip, dopo Milano si ferma anche Roma

Dopo Milano tocca a Roma. Oggi, 15 maggio è una data rossa sul calendario per l’ufficio dei giudici per le indagini preliminari di Piazzale Clodio. Quelli che autorizzano un arresto o un’intercettazione e vigilano sui reati del Codice rosso. Se dovessero fermarsi, si bloccherebbe la Procura. Per questo è un’allarmante notizia che pure i gip di Roma come i colleghi di Milano hanno deciso che da oggi al 30 giugno si occuperanno solo delle “urgenze”, processi con detenuti, intercettazioni irrinviabili, ovviamente gli arresti. Il resto dovrà aspettare. La causa? Un organico del tutto insufficiente.
A Milano, il 25 aprile, era stata la presidente dei gip Ezia Maccora a firmare l’annuncio e le ragioni della stretta sulle misure urgenti. A Roma è il suo omologo Pier Francesco De Angelis a sottoscrivere motivazioni identiche. Un provvedimento già scritto che oggi diventa ufficiale e che il Fatto anticipa. Troppo pochi i gip, risibile il numero degli amministrativi, mentre gli addetti all’Ufficio del processo, gli assistenti del giudice “regalo” del Pnrr nell’era della Guardasigilli Marta Cartabia, vedono un futuro incerto e sono costretti a smaltire le ferie.
Dopo Roma e Milano altri uffici gip faranno lo stesso? Possiamo darlo per certo. Una rivolta? Nient’affatto. La presa d’atto d’una realtà drammatica. Quella che a Roma più volte ha messo sul tavolo il presidente aggiunto dei gip, Valerio Savio: “L’organico dell’ufficio è lo stesso da 20 anni, mentre le nostre competenze sono esplose. Il flusso di lavoro è aumentato del 40%”.
Una realtà che fa a pugni con la trovata del gip collegiale del guardasigilli Carlo Nordio, tre giudici anziché uno per decidere sulle richieste d’arresto, in vigore dal 25 agosto dopo il via libera nel 2024 nella legge sull’abuso d’ufficio. Rinvio inevitabile, ma con sorpresa, perché Via Arenula fa sua la proposta del capogruppo di FI alla Camera, Enrico Costa: piazzare il gip collegiale solo nei 26 capoluoghi di distretto.
“Si risolverebbe in un vero disastro” chiosano i gip. Perché piomberebbe su uffici già allo spasimo, come rivelano le decisioni, con tanto di numeri, di Milano e Roma, e a breve di altre città. A Roma sono drammatici. Un organico di 41 gip, che sale a 43 con presidente e aggiunto. Ma una presenza effettiva di 36 giudici, di cui 2 in esonero parziale e 3 in uscita a settembre. Non va meglio con gli amministrativi, 144 nel 2019, ora siamo a 93. Dei 34 Upp, 11 sono assenti a maggio, 24 in ferie. E ferie arretrate obbligatorie per gli amministrativi. Su questo piomba il gip collegiale. Roma dovrà farsi carico degli arresti delle procure di Cassino, Frosinone, Latina, Velletri, Civitavecchia, Viterbo, Rieti, Tivoli. Milano di quelle di Monza, Pavia, Busto Arsizio, Varese, Lodi, Sondrio, Lecco.
A Roma i gip ironizzano: “Andiamo a lavorare nei piccoli tribunali visto che i colleghi manderanno il lavoro a noi”. Funziona così la giustizia meloniana.