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 2026  maggio 15 Venerdì calendario

Minetti, la Procura non pensa di sentire la massaggiatrice

La notizia non nuova è che non ci sono notizie nuove nel lavoro che la Procura generale di Milano sta svolgendo per rispondere alla richiesta del Quirinale di fare accertamenti sui dubbi, sollevati da articoli de Il Fatto Quotidiano, sui presupposti della grazia concessa il 18 febbraio 2026 dal presidente della Repubblica a Nicole Minetti, l’ex consigliera lombarda di Forza Italia che aveva in corso al Tribunale di sorveglianza di Milano una richiesta di affidamento ai servizi sociali per l’esecuzione della pena di 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby e per peculato nel processo sui rimborsi in Regione Lombardia. Come già nei giorni scorsi quand’erano arrivate le prime risposte parziali dell’Interpol alle verifiche richieste in Uruguay, anche ieri la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa, nell’indicare i primi di giugno come presumibile momento per le proprie conclusioni, si sono limitati a far presente che intanto, se avessero avuto già un elemento nitido in senso contrario, lo avrebbero già segnalato al ministero della Giustizia. Basterebbe infatti anche un solo elemento a mettere in crisi i presupposti della grazia: la procedura di adozione in Uruguay (da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani) di un bimbo di 9 anni; l’operazione nel 2021 e le indispensabili cure del bimbo a Boston negli Stati Uniti, nel centro indicato anche da uno dei due professori di ospedali italiani consultati a distanza; e la «seria volontà di riscatto sociale» di Minetti.
Questo suo prospettato cambio di vita era stato all’inizio posto in dubbio da resoconti giornalistici basati su fonti mantenute anonime. Poi nei giorni scorsi Il Fatto Quotidiano ha pubblicato l’intervista a una donna uruguayana (di cui aveva trattato anche l’inviato del Corriere in Uruguay), ex massaggiatrice nel ranch fino a turbolenta interruzione del rapporto di lavoro, che adombrava molestie tentate da Cipriani e si dichiarava disponibile a testimoniare sull’asserito ruolo di Minetti nelle frequentazioni del ranch di Cipriani da parte di giovani ragazze.
Non facile da soppesare per i magistrati italiani, specie perché una rogatoria internazionale in Uruguay non pare possibile in una procedura (la verifica dei presupposti della grazia) che non è penale ma para-amministrativa: perciò la Procura generale ha affidato all’Interpol altri più preliminari accertamenti, al momento tendendo a escludere la necessità di assumere la testimonianza della donna. In più non è semplice destreggiarsi nel caos creatosi sui social in Uruguay dopo che in una trasmissione tv la donna, tra tante e a volte confuse espressioni, sembra dire che «ci sono alcune cose su cui preferirei aspettare, perché mi hanno detto che forse la giustizia italiana mi chiamerà… siccome tutto è stato distorto e sono state dette tante cose sui social (…) Ormai ho molta paura di parlare e di ogni parola che dico (…) Ci sono stati così tanti commenti che ho lasciato tutti i social (...) C’è molta crudeltà nei commenti e la maggior parte delle cose non stanno davvero così. Sì, ci sono state feste, perché non voglio nemmeno sottrarmi alla responsabilità di ciò che ho visto, però su altre cose preferisco non parlare finché non mi convocherà la giustizia, se succederà».