Corriere della Sera, 15 maggio 2026
Mobilitazione ambientalista contro la legge «spara tutto»
Un flash mob ieri mattina è stato organizzato da M5S e Wwf Italia, davanti al Pantheon, a Roma, per denunciare «quanto sta accadendo nell’iter di discussione al Senato del ddl 1552, che punta a modificare la legge 157/92, aprendo così alla caccia selvaggia, una vicenda di eccezionale gravità istituzionale». Il ddl, a prima firma Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama, secondo gli organizzatori del flash mob (che hanno ribadito le loro accuse anche in una conferenza stampa presso la sala caduti di Nassiriya del Senato) presenterebbe, a causa degli emendamenti approvati, «alcuni elementi particolarmente critici: dal ritorno della possibilità di caccia sul demanio marittimo, con la riapertura di fatto della cosiddetta”caccia in spiaggia”, all’ampliamento delle specie cacciabili includendo animali come lo stambecco, l’oca selvatica e il piccione, fino all’introduzione di un divieto molto ampio di “ostacolare o rallentare” l’attività venatoria, che rischia di colpire anche forme di dissenso e protesta pacifica con evidenti profili di incostituzionalità».
Non a caso, il disegno di legge ora in discussione, il 1552, dalle opposizioni è già stato ribattezzato «ddl spara tutto» e «caccia selvaggia». Ma il Wwf Italia non ci sta e insieme ad altre associazioni ambientaliste e per la difesa degli animali ha scritto di recente anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, segnalando pure la mancata osservanza della lettera ufficiale della Commissione europea contenente il richiamo alle gravi violazioni delle direttive europee Uccelli e habitat. Nonostante il richiamo formale dell’Ue – che secondo gli organizzatori del flash mob di ieri mattina era noto da mesi al governo e tenuto apposta nascosto – i lavori parlamentari «sono proseguiti senza alcuna sospensione e senza un confronto nel merito delle criticità, anzi al contrario il testo è stato irrigidito con il rigetto di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni che avrebbero potuto correggere almeno in parte le problematiche segnalate dalle associazioni e dal mondo scientifico».
Il direttore affari legali e istituzionali del Wwf Italia, Dante Caserta, non ha dubbi: «Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Si sta portando avanti una legge sapendo che presenta profili di incostituzionalità e incompatibilità con il diritto europeo. Una legge che aumenta i rischi per la sicurezza e la salute pubblica, comprime gli spazi di libertà dei cittadini, danneggia lo sviluppo di una economia sostenibile e favorisce il bracconaggio. Tutto questo per accontentare meno dell’1% della popolazione, mentre la maggioranza degli italiani è fortemente contraria a misure che danneggiano tutti. Non si può andare avanti come se nulla fosse. Serve fermarsi subito e riportare questo tema dentro un confronto serio, trasparente e rispettoso della legalità e della democrazia».