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 2026  maggio 15 Venerdì calendario

Xi e la «trappola di Tucidide». La lezione greca sui conflitti

Xi Jinping ama presentarsi agli interlocutori occidentali come erede e custode della plurimillenaria civiltà cinese. In passato, conversando con Barak Obama, si lanciò in un ragionamento sulla «compatibilità tra collettivismo confuciano e società individualista americana». Dice di aver letto con lo stesso interesse Dante, Petrarca e Marx. L’agiografia del Partito comunista sostiene che il segretario generale ha familiarità anche con gli scritti degli antichi filosofi greci.
Durante una visita di Stato ad Atene nel 2019, Xi citò Platone e paragonò Atena onorata nel Partenone alle leggende cinesi. La passione per Platone si accompagna con l’interesse della Cina per i porti greci, che rappresentano un punto di sbarco per la sua penetrazione commerciale in Europa.
Ieri Xi ha detto a Donald Trump, che non sembra altrettanto interessato alle opere di letterati e pensatori, di stare attento alla «Trappola di Tucidide». Il riferimento è alla narrazione dello storico ateniese della Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta (431-404 avanti Cristo), innescata dall’ascesa di una potenza che spaventò l’altra al punto da scatenare lo scontro che devastò la civiltà dell’epoca. La metafora della trappola serve a Xi per ammonire l’America a non superare la linea rossa di Taiwan, cercando di bloccare la «inevitabilità storica della riunificazione dell’isola alla Madrepatria cinese». Significa che per riavere Taiwan la Cina, se costretta, ricorrerebbe alle armi, pur consapevole degli esiti disastrosi di uno scontro tra superpotenze.
In realtà, per quanto Xi possa essere affascinato dalla cultura della Grecia classica, l’immagine della resa dei conti catastrofica tra Atene e Sparta gli è stata suggerita da un contemporaneo: Graham Allison, politologo della Harvard Kennedy School, che ha cominciato ad evocarla nel 2014 e nel 2017 ha ottenuto grande successo con il saggio storico «Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla Trappola di Tucidide?».
Il ragionamento del professore americano ha catturato l’attenzione del gruppo dirigente cinese che nel 2017 ha preso a prestito il suo titolo per un seminario a Pechino con Henry Kissinger, l’architetto del grande disgelo Nixon-Mao, consultato incessantemente fino agli ultimi giorni della sua lunghissima vita per comprendere le dinamiche della politica americana. Titolo di quella giornata di studio: «Evitare la Trappola di Tucidide». Il vecchio Kissinger spiegò: «Le guerre possono scoppiare, da una parte a causa di un graduale aumento della tensione e dall’altra perché gli Stati moderni si sono abituati alla norma che alla fine una soluzione si troverà sempre prima della tragedia». L’ex segretario di Stato concluse avvertendo: «Basta che una circostanza sfavorevole si verifichi e il conflitto esplode, come avvenne nel 1914 con la Prima guerra mondiale».
Citando Tucidide, Xi ha fatto sfoggio con Trump di conoscenza storica e ha ribadito che il Partito-Stato non è disposto a farsi contenere dalla pressione dell’America. C’è poi un elemento psicologico: «Nella cultura politica cinese, l’imperatore era anche figlio del cielo, si occupava di elevate questioni filosofiche», ha spiegato la dottoressa Zongyuan Zoe Liu studiosa del Council on Foreign Relations di New York. Xi si sente continuatore di quella tradizione.
Pechino, nel 2024, ha ospitato una grande conferenza sugli studi classici, invitando centinaia di accademici stranieri: la presiedeva Li Shulei, membro del Politburo e capo del Dipartimento pubblicità (propaganda) del Partito. Li lesse un messaggio di Xi che esaltava Grecia antica e Cina come le due civiltà che hanno tracciato lo sviluppo dell’umanità da due parti dell’Eurasia e annunciava il generoso finanziamento di una Scuola di studi classici ad Atene. Una bella operazione di soft power. Dipartimenti di greco e latino sono sorti nelle università cinesi e Platone, che criticava la democrazia ateniese, è stato arruolato dal Partito per dimostrare che il moderno sistema politico occidentale è una forma di governo inadeguata.
Il professor Allison nel 2024 è stato ricevuto da Xi Jinping, nel 2025 ha incontrato il ministro degli Esteri Wang Yi per discutere di come «ricercare armonia senza uniformità», lo scorso marzo è tornato a Pechino dove ha avuto un colloquio con Wang Huning, membro del Comitato permanente del Politburo e grande consigliere del presidente sulle questioni ideologiche e del rapporto con gli Stati Uniti. Tutto questo dimostra che Xi continua a studiare e non parla mai a caso.