La Stampa, 14 maggio 2026
Fed, via libera del Senato americano all’era Warsh
Kevin Warsh andrà alla guida della Federal Reserve. Il Senato Usa si è espresso a favore della conferma della sua nomina con 54 voti favorevoli (compreso il senatore dem John Fetterman) e 45 contrari. Una vittoria per Donald Trump, che si è fortemente speso per la designazione di Warsh al posto di Jerome Powell (che rimarrà componente del consiglio della banca centrale), su cui ha esternato forti pressioni per tagliare i tassi d’interesse. E così il mandato quadriennale del neo governatore, già componente del board della Fed dal 2006 al 2011 su indicazione di George W. Bush, parte domani.
Esulta il segretario al Tesoro, Scott Bessent: «Il presidente Warsh inaugurerà una nuova era per un’istituzione che necessita di maggiore responsabilità e di un solido orientamento politico». Negli ultimi anni, Warsh non ha risparmiato critiche alla Fed, invocando «cambi di regime». Ha messo in discussione la gestione dell’impennata inflazionistica post-Covid, l’approccio alla regolamentazione bancaria e le sue dimensioni del bilancio.
Ora, però, la palla passa in mano allo stesso Warsh. E ogni sua mossa nella riunione del board di giugno sarà sotto la lente. Anche perché negli Usa ad aprile i prezzi alla produzione hanno segnato un balzo annuo del 6%, il più alto da dicembre del 2022. Su base mensile, l’aumento è stato dell’1,4%, il più marcato da marzo del 2022. I prezzi dei beni sono aumentati, su base congiunturale, del 2%, spinti dall’impennata del 15,6% della benzina per via della guerra in Iran.