repubblica.it, 14 maggio 2026
Andriy Yermak rivelava segreti di Stato alla sua astrologa
L’ex capo dell’Ufficio presidenziale Andriy Yermak, il “cardinale oscuro” del potere ucraino travolto dallo scandalo Midas per cui è stata disposta oggi la custodia cautelare in carcere con cauzione, secondo gli inquirenti aveva una consigliera speciale per le decisioni più delicate: la sua astrologa.
È “Veronika Feng Shui”, alias Veronika Anikievich, alias Veronika Danylenko, la consulente esoterica con cui – secondo la procura anticorruzione – l’allora potentissimo braccio destro di Zelensky arrestato stamattina per corruzione discuteva nomine di ministri e sottosegretari, strategie contro giornalisti investigativi e persino il comportamento da tenere verso i vertici di Nabu e Sapo, le due agenzie anticorruzione ucraine che lo braccavano.
La vicenda è emersa proprio durante l’udienza di ieri per la richiesta d’arresto avanzata dalla procuratrice Valentyna Hrebenyuk, che aveva proposto per Yermak la detenzione in carcere con cauzione. Nelle carte mostrare e nei passaggi letti dalla procuratrice, il dettaglio più imbarazzante per Kiev – anche se non certo il più grave – riguardava paradossalmente proprio Veronika Feng Shui. Secondo i messaggi letti in aula, Yermak continuava a consultarla anche durante lo scontro con Nabu e Sapo, le strutture anticorruzione finite nel mirino politico dell’entourage presidenziale che aveva tentato in ogni modo di limitarne l’autonomia.
Il 24 dicembre, mentre gli investigatori perquisivano l’abitazione del suo autista, Yermak ha inviato alla consulente esoterica due nomi: Klymenko e Kryvonos, il capo della procura anticorruzione Sapo e il direttore dell’agenzia Nabu: “Forse la mia durezza ti farà cambiare prospettiva. Negli ultimi mesi non hai risposto né reagito agli attacchi. Non si può parlare di escalation se inizi a fare qualcosa: è semplice autodifesa, e non la stai mettendo in atto. Entrambi siete stati terrorizzati psicologicamente – legge la procuratrice in aula citando uno dei messaggi intercettati, senza chiarire a chi si riferisca il plurale – ma rimanete in silenzio. La situazione sta peggiorando, ma voi tacete. Cos’altro deve succedere perché inizi ad agire? La situazione è tale che o tu o loro”.
Yermak, legge ancora la procuratrice, avrebbe risposto con un elenco di nomi: “Fiala, Ukrainska Pravda, Tkach, Musayeva, Zheleznyak, Arakhamia, Goncharenko. Sono pronto a tutto. Sono pronto domani”.
Sono i nomi del proprietario di Ukrainska Pravda, di alcuni dei suoi giornalisti investigativi, di due deputati d’opposizione e del leader del partito di Zelensky, Servitore del Popolo, con cui Yermak era ormai in forte contrasto. Dopo il sequestro di telefoni, computer e documenti durante le perquisizioni, temeva di essere arrestato.“Al momento sei preoccupato per i documenti e per l’arresto. È spiacevole – risponde la consulente esoterica – ma per ora non ci sono prove concrete. Avrai il diritto morale e legale di distruggerli. Ma se dovessero arrivare al potere, agirebbero con maggiore decisione e non avresti più né un garante né ampi poteri. Sarebbe meglio se riuscissi a lasciare il Paese in tempo. Pensaci”.
Per la procura, quelle conversazioni mostrano un livello estremo di personalizzazione e informalità del potere attorno all’ufficio presidenziale ucraino. Ed è questo il punto più delicato per Kiev. Da anni l’Ucraina cerca di convincere Bruxelles e Washington di essersi lasciata alle spalle il modello oligarchico postsovietico. Il paese è il simbolo della resistenza europea contro la Russia, ma ogni scandalo che colpisce il cerchio ristretto del potere riapre in Occidente il tema dell’affidabilità delle istituzioni ucraine.
Yermak minimizzava sostenendo che non vi fosse nulla di illecito nelle conversazioni con Veronika e negando che le nomine siano state determinate da consulti esoterici. Ma il semplice sospetto produce un danno enorme alla credibilità del sistema che Mosca utilizzerà nella propria propaganda. L’Ucraina combatte l’invasione russa ma anche una guerra di reputazione davanti all’Occidente, che richiede standard molto più alti di trasparenza istituzionale e si trova davanti Veronika: l’astrologa che aveva un iPhone 12 a disposizione esclusivamente per comunicare i suoi vaticini al potente Yermak.