Corriere della Sera, 14 maggio 2026
Sfida intestina da Fdi per la riforma di Schillaci
«Fratelli d’Italia resta contraria all’ipotesi di far diventare medici di famiglia e pediatri di libera scelta dipendenti pubblici, la via prioritaria non può che essere la convenzione, confermando l’obiettivo di rendere operative le Case di comunità, anello fondamentale per ottenere una sanità territoriale sempre più capillare e a misura di cittadino e per proseguire con forza il lavoro di riduzione delle liste d’attesa, valorizzando i buoni risultati ottenuti dal governo Meloni». La critica alla riforma voluta dal ministro della Salute Orazio Schillaci arriva dal suo sottosegretario Marcello Gemmato. Che poi aggiunge: «Al tavolo tra ministero, Regioni e i rappresentanti dei medici di famiglia, dovranno emergere soluzioni per rendere operative entro giugno le Case di comunità realizzate grazie al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr». La riunione è prevista per oggi e i sindacati sono pronti alla protesta. Lo Smi, rappresentante dei medici italiani in una nota fa sapere di aver «ribadito al ministro che la riforma della medicina generale si fa con i medici e non nonostante i medici. Se l’impianto continuerà a prevedere obblighi unilaterali e lo smantellamento del rapporto fiduciario, il sindacato attiverà immediatamente tutte le forme di tutela e mobilitazione necessarie a difesa della categoria». D’accordo lo Snami: «Il rafforzamento del territorio non può essere costruito attraverso imposizioni orarie standardizzate o automatismi organizzativi. La medicina generale deve restare fondata sulla libera scelta, sulla presa in carico continuativa e sulla conoscenza longitudinale del paziente. La gestione della cronicità, della prevenzione e della medicina di iniziativa deve rimanere funzione propria dei medici di medicina generale convenzionati».