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 2026  maggio 13 Mercoledì calendario

Malagò formalizza la candidatura alla Federcalcio

E arrivò il giorno delle candidature, l’ultimo utile (oggi, mercoledì 13 maggio) per presentarle in vista delle prossime elezioni Figc del 22 giugno. Giovanni Malagò e Giancarlo Abete ufficializzeranno solo oggi un duello iniziato ormai da un mese e mezzo. In realtà, l’ex presidente del Coni ha già sciolto ieri sera le sue riserve («Domani deposito la candidatura in Figc»), dopo aver ottenuto lo scontato consenso della Serie B di Paolo Bedin («Siamo con lui», con il 6% dei voti) e già forte dell’appoggio di Serie A (17,1%, escluso Lotito), Assocalciatori (20%) e Assoallenatori (10%), oltre a qualche battitore libero. La Serie C (12%) ha confermato la sua apparente neutralità in attesa dei programmi, ma Malagò vanta già sulla carta oltre il 53% delle preferenze, ovvero la maggioranza assoluta che gli garantirebbe la vittoria al terzo scrutinio. Da lunedì proseguono oltretutto sotto traccia le manovre per distendere i rapporti con il governo. L’altro rivale nella corsa si chiama Giancarlo Abete, che oggi dovrebbe confermare in Consiglio Federale di volersi candidare e andare avanti, pur sapendo di non avere tutti i Dilettanti (per esempio, i comitati di Puglia e Lombardia) al suo fianco. In ogni caso, nemmeno il 34% della sua Lega basterebbe per proiettarlo al trono della Figc, motivo per il quale non è escluso un passo indietro a ridosso delle elezioni del 22 giugno.
IL NODO
La vittoria alle urne è già nelle mani di Giovanni Malagò, che deve però continuare a guardarsi le spalle dai franchi tiratori e non sottovalutare nuovi ostacoli lungo il percorso. La legge Severino del 2001 ha subito modifiche nel 2013, l’istituto del “cooling off period” o “pantouflage”, ovvero il periodo di stop di chi è stato presidente di un ente vigilante e dunque non potrebbe immediatamente diventare responsabile di una controllata (argomento da authority come l’Anac o l’Antitrust), viene studiato da oltre un mese al Coni di Luciano Buonfiglio, che aveva scansato (in assenza di elementi regolamentati dall’art.7 comma 5 dello Statuto) l’ipotesi commissariamento, più volte avanzata dal governo. Anche i legali di Malagò hanno scansionato le regole ed escluso pericoli d’impugnativa, ma è uno spettro che aleggerà sino a fine giugno, e forse non sarà il solo: «L’ineleggibilità è un tema al quale do l’importanza che si deve dare da punto di vista formale. Vanno tenuti in conto tutti i fattori che porteranno all’elezione del 22 giugno. Io rispetterò il presidente, ma rispetterò soprattutto la sua azione e quella del consiglio federale. Devono crearsi le condizioni affinché questo mondo si autoriformi aveva assicurato, il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi – e io cercherò di dare il mio contributo. Prepareremo un documento perché voglio dar seguito alle questioni che riguardano la valorizzazione dei giovani talenti dei vivai e la salvaguardia dei campionati. Spero di produrre effetti in breve tempo».