Il Messaggero, 13 maggio 2026
Bri, Panetta nominato presidente del board
L’elezione di Fabio Panetta alla presidenza della Banca dei Regolamenti Internazionali segna molto più di un semplice avvicendamento ai vertici della cosiddetta “banca centrale delle banche centrali”. La decisione assunta ieri dal cda rappresenta infatti un passaggio di forte rilievo istituzionale e, al tempo stesso, un segnale strategico sul nuovo equilibrio della governance finanziaria internazionale. Panetta assumerà la guida del board della Bri per un mandato di tre anni a partire dal 3 giugno, succedendo a François Villeroy de Galhau.
Sul piano formale, la nomina certifica il peso storico dell’Italia all’interno dell’architettura monetaria internazionale dove può vantare una figura di alto prestigio per autorevolezza, carisma, solidità professionale, caratura morale come il Governatore di Bankitalia. In un tweet Christine Lagarde ha espresso le sue congratulazioni, e ha rimarcato: «la sua vasta esperienza lo rende la persona ideale per ricoprire questo ruolo».
La presenza italiana nel board della Bri è strutturale: insieme a Belgio, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, l’Italia è uno dei sei membri permanenti del Consiglio. Ma la scelta di affidare proprio a Panetta la presidenza assume un significato anche perchè – va sottolineato – Panetta è presidente del (CPMI) Comitato per i sistemi di pagamento e le infrastrutture di mercato, un forum internazionale con l’obiettivo di promuovere la sicurezza e l’efficienza di questi sistemi.
In una fase attraversata dalla risalita dell’inflazione, frammentazione geopolitica, tensioni commerciali e ridefinizione dei rapporti tra economie avanzate ed emergenti, la Bri è tornata ad avere un ruolo centrale nel coordinamento tra le banche centrali. Non soltanto come sede di confronto tecnico, ma come luogo in cui si costruiscono orientamenti condivisi sulla stabilità finanziaria, sulla regolamentazione bancaria e sulle trasformazioni del sistema monetario globale, dalla digitalizzazione dei pagamenti alle valute digitali delle banche centrali.
L’elezione di Panetta si inserisce nel quadro del riconoscimento di un profilo che combina esperienza europea, credibilità tecnica e capacità di mediazione internazionale. Prima di assumere la guida della Banca d’Italia, Panetta è stato membro del Comitato esecutivo della Bce, dove ha seguito in particolare i dossier legati ai sistemi di pagamento, all’euro digitale e alla stabilità finanziaria.
UNA FASE DI TRANSIZIONE
La nomina assume inoltre un valore strategico per l’Italia anche sotto il profilo geopolitico. Nel momento in cui il sistema finanziario internazionale si confronta con una crescente competizione tra blocchi economici e con il rafforzamento del peso dei Paesi emergenti, la presenza italiana alla guida della Bri rafforza la capacità di interlocuzione del Paese nei principali tavoli multilaterali. Non si tratta di un ruolo operativo sulla politica monetaria ma di una posizione capace di incidere sugli indirizzi di coordinamento globale e sulla costruzione del consenso tra le autorità monetarie.
Non a caso, insieme alla nomina di Panetta, il board della Bri ha approvato anche quella di Gabriel Galipolo alla presidenza della riunione dei Governatori delle principali economie emergenti (Eme), forum dedicato al confronto sui rischi macroeconomici e finanziari delle economie in via di sviluppo.
Le due nomine delineano, insieme, una linea precisa: rafforzare il dialogo tra economie avanzate ed emergenti in un contesto globale sempre più frammentato. In questo scenario, la presidenza affidata a Panetta appare anche come una scelta di continuità europea, ma con una sensibilità particolare verso gli equilibri globali e le nuove linee di frattura dell’economia mondiale.