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 2026  maggio 13 Mercoledì calendario

Biennale, l’affondo di Bruxelles: si normalizzano gli aggressori

Non si placano le polemiche in Europa legate alla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia e si allargano anche al mondo dello sport. Il problema lo ha sintetizzato il commissario ai Giovani, la cultura e lo sport Glenn Micallef al termine del Consiglio Cultura: «Lo sport e la cultura non dovrebbero mai essere utilizzati per normalizzare i crimini di guerra e l’aggressione». Il politico maltese ha puntato il dito contro la Biennale ma anche contro la recente decisione del Comitato olimpico internazionale di revocare le restrizioni nei confronti della Bielorussia e la decisione del Comitato paralimpico internazionale di invitare la Russia a tornare ai Giochi di Milano-Cortina.
Non è solo la linea della Commissione. «È abbastanza chiaro che gli Stati membri hanno condannato la decisione della Biennale», ha sottolineato la ministra della Cultura di Cipro, Vasiliki Kassianidou (Nicosia ha la presidenza di turno dell’Ue) in conferenza stampa. Micallef ha «apprezzato la chiara posizione del ministro Giuli anche nel non partecipare all’apertura» dell’evento ma ha registrato «con rammarico che questa non è stata la posizione di altri ministri del governo italiano». Infatti Matteo Salvini ha partecipato all’inaugurazione. Il ministro Alessandro Giuli ieri non ha partecipato alla riunione, è rimasto a Roma a causa dello sciopero dei voli, ma se presente avrebbe ribadito la posizione del governo italiano contrario alla partecipazione della Russia insieme alla constatazione che però non è stata violata alcuna norma italiana né europea. Tuttavia restano le tensioni con il direttore Pietrangelo Buttafuoco che ha tirato dritto nonostante il governo. Il ministro sarà il 20 maggio a Venezia per la Biennale Architettura e potrebbe incontrare Buttafuoco, che nel frattempo ha liberato l’agenda anticipando al giorno prima una conferenza stampa.
Ieri Giuli e Micallef si sono scambiati messaggi di ringraziamento reciproci dopo l’intervento del commissario Ue a porte chiuse. Micallef ha confermato di avere ricevuto la risposta ai rilievi presentati alla Fondazione Biennale e ha spiegato che esplorerà «tutte le leve a disposizione». La discussione sulla Biennale è stato inserita tra le varie ed eventuali dell’ordine del giorno su richiesta della Lettonia, che aveva già posto il problema nel Consiglio Affari esteri di aprile. La ministra Agnese Lace ha chiesto «un’azione forte e congiunta da parte del Consiglio per prevenire la strumentalizzazione delle istituzioni culturali», in particolare ha sottolineato la necessità di «incoraggiare lo sviluppo di un approccio congiunto più ampio sull’applicazione delle sanzioni anche alle istituzioni culturali». Un passaggio, questo, particolarmente sensibile che ha portato alcuni Paesi a non sostenere il testo pur condannando la partecipazione della Russia alla Biennale. Alla fine lo hanno appoggiato in 18: oltre alla Lettonia e gli altri Baltici, anche Germania, Polonia, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio e i Nordici. La ministra della Cultura polacca Marta Cienkowska ha detto che «non possiamo permettere che gli eventi artistici più prestigiosi del mondo diventino spazi in cui l’aggressore riacquista un’innocenza simbolica» e ha chiesto di vietare la partecipazione degli artisti russi. Il ministro della Cultura spagnolo Ernest Urtasun ha fatto un parallelo tra il caso veneziano e quello della partecipazione di Israele all’Eurovision.