Corriere della Sera, 13 maggio 2026
La ministra della Sanità francese: mutazioni? Non siamo sicuri
Dal Kenya dove è in visita ufficiale per il vertice Africa Forward, il presidente Emmanuel Macron cerca di rassicurare i francesi: «Il governo ha preso le decisioni giuste, la situazione è sotto controllo. La Francia ha scelto un protocollo estremamente rigoroso». Ma il ricordo del Covid è ancora vivo, come quello delle polemiche che accompagnarono la lotta – da molti allora giudicata tardiva – contro l’epidemia. Stavolta il governo cerca di rassicurare i cittadini sul fatto che il pericolo non è sottovalutato, anzi che si è pronti a precauzioni persino esagerate pur di scongiurare una nuova crisi. Ma poi la ministra della Sanità, Stéphanie Rist, è costretta ad ammettere che sull’Hantavirus non si sa ancora molto: «Non disponiamo ancora del sequenziamento completo del virus» e «non possiamo affermare con certezza che il virus non abbia ancora subito mutazioni». E si aggravano ancora le condizioni della donna contaminata sulla nave da crociera Hondius, che è ricoverata all’ospedale specializzato Bichat di Parigi.
Accanto a questi motivi di inquietudine, alcuni esperti però cercano di ridimensionare l’allarme. «Ciò che è rassicurante è che questo virus è molto simile alle altre sequenze che conosciamo – dice Mircea Sofonea, epidemiologo dell’Università di Montpellier —. Non si tratta della circolazione di un virus mutante che avrebbe acquisito proprietà favorevoli alla trasmissione tra esseri umani, ma piuttosto di un virus endemico della regione andina, dove si registrano circa 50-100 casi all’anno, e che ha colpito un turista che purtroppo lo ha diffuso». Un altro scienziato, il virologo Etienne Decroly dell’università di Aix-Marseille, ha detto alla radio France Info che piccole mutazioni possono avere un impatto epidemiologico, ma è ancora troppo presto per saperlo: «Alcune mutazioni potrebbero favorire una maggiore trasmissione tra esseri umani? Al momento non abbiamo una risposta definitiva. Per ora si contano circa 80 mutazioni rispetto ai virus più simili e non vi sono indicazioni che queste mutazioni abbiano cambiato le carte in tavola». In attesa di conoscere meglio il virus e le sue varianti, le autorità insistono sulla differenza con il Covid, anche grazie alla passata esperienza.