il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2026
I poliziotti condannati per la Diaz devono dare 82mila euro di spese legali allo Stato
I poliziotti condannati per i fatti del G8 di Genova del 2001, dopo essere stati assolti in primo grado, devono restituire al ministero dell’interno 82mila euro a testa di rimborsi per le spese legali sostenute. Più interessi.
Lo ha ribadito il Consiglio di Stato bocciando i ricorsi presentati da 5 funzionari condannati per falso in Appello, nel 2010, e in Cassazione, nel 2012, in relazione all’irruzione nella scuola Diaz. Quando una novantina tra giornalisti, manifestanti e legali del Genoa Social Forum vennero picchiati e arrestati senza alcuna motivazione valida.
A ricordarsi di queste somme da recuperare era stata la Direzione centrale per gli Affari generali e le Politiche del Personale della Polizia di Stato il 4 ottobre del 2022, poco prima dell’insediamento dei parlamentari eletti il 25 settembre, e dell’avvicendamento al Viminale tra la ministra del governo Draghi, Luciana Lamorgese, e il meloniano Matteo Piantedosi.
I giudici amministrativi hanno bocciato le eccezioni di prescrizione del credito avanzate dai difensori dei funzionari di polizia, dato il tempo intercorso tra gli “inviti” al pagamento notificati a ottobre del 2022 e le prime “richieste di ripetizione”, datate 2013.
Secondo il Consiglio di Stato, infatti, l’interruzione delle procedure di recupero non sarebbe stata dovuta alla colpevole inerzia del ministero, ma a “pronunce di diverso avviso espresse dalle Avvocature di Stato, sia distrettuale che generale, in merito alla fondatezza dell’azione di recupero e anche ai fini dell’eventuale enucleazione della quota parte soggetta all’esercizio dell’azione di rivalsa” e alla pendenza “del ricorso sull’equità del processo penale proposto (da altro personale coinvolto nello stesso processo penale) davanti alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo”.
L’Avvocatura dello Stato avrebbe risolto i suoi dubbi a febbraio 2022 affermando “l’obbligo … di procedere al recupero della somma anticipata”. Tre mesi dopo è arrivata anche la pronuncia della Corte europea che ha escluso irregolarità nel processo che ha portato alla condanna di 27 poliziotti.
La condanna per falso fa riferimento ai verbali in cui alcuni funzionari provarono a giustificare arresti e violenze attestando circostanze mai avvenute. A partire da “un fittissimo lancio di pietre e oggetti contundenti dalle finestre dell’istituto per impedire l’ingresso delle forze di polizia” e la “resistenza opposta anche all’interno dell’istituto da parte degli occupanti che ingaggiavano violente colluttazioni con gli agenti di polizia, armati di coltelli e armi impropri”. Oltre a un paio di bottiglie molotov recuperate ore prima da un’altra parte della città e piazzate all’ingresso.
A ottobre dell’anno scorso, il Consiglio di Stato aveva già respinto il ricorso di un sesto funzionario di polizia, mentre un settimo si è visto bocciare le sue doglianze a fine aprile dal Tar della Liguria. In totale sono stati 14 i funzionari assolti in primo grado nel processo per i fatti della Diaz, subito rimborsati per le spese legali sostenute (come previsto per i dipendenti pubblici in caso di assoluzione nel merito da accuse collegate ad attività di servizio), ma poi condannati in Appello e in Cassazione.