repubblica.it, 12 maggio 2026
Cassazione: il tempo impiegato per la vestizione è orario lavorativo
Il tempo impiegato per indossare la divisa in una struttura sanitaria è considerato orario lavorativo. Così ha deciso la Cassazione che ha dato ragione a Inail e Inps, chiamati in causa da una casa di cura in Veneto che ha presentato ricorso alla Suprema corte.
I dipendenti indossano la divisa prima di timbrare il badge in entrata e si svestono dopo avere strisciato l’uscita. Adesso quel tempo è considerato a tutti gli effetti parte del turno di lavoro. Il caso nasce dopo un accertamento da parte di Inps e Inail nella casa di cura nel luglio del 2017.
È in quel momento che gli ispettori si sono accorti che la vestizione era esclusa dall’orario di lavoro. Da qui il calcolo della maggiorazione dei contributi destinati ai lavoratori.
Il processo è arrivato fino all’appello e i giudici hanno dato ragione a Inps e Inail ma la casa di cura ha deciso di andare avanti. E nel suo ricorso ha elencato cinque motivi per cui sarebbe stato giusto ribaltare il verdetto di secondo grado.
Spiega la Cassazione – sezione lavoro -, nella sua decisione in cui rigetta il ricorso della struttura sanitaria, che se si tratta di una vestizione per “motivi di sicurezza e di igiene” e se indossare la divisa è “un obbligo contrattuale”, allora quel momento della giornata dell’impiegato rientra nelle ore trascorse a lavoro. La casa di cura adesso dovrà versare all’Inps quasi seimila euro e 5mila all’Inail. Oltre alle spese processuali per aver fatto ricorso in Cassazione.