Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 12 Martedì calendario

Scuola, firmato il contratto dei presidi. Aumenti da 500 euro lordi al mese

Firmato stamane all’Aran il contratto dei dirigenti scolastici, uno degli ultimi rinnovi attesi per il triennio 2022-2024, ormai ampiamente scaduto. Scatteranno aumenti dell’8,48% per i presidi, che si traducono in circa 500 euro lordi, di cui circa 230 euro destinati all’incremento della retribuzione tabellare e circa 90 euro all’indennità di parte fissa. Ulteriori 180 euro saranno oggetto di contrattazione integrativa, finalizzati alla retribuzione di risultato o da destinare al welfare. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità (+6%). Il contratto riconosce anche gli arretrati dal primo gennaio 2024: per i dirigenti scolastici l’arretrato medio è di circa 5.800 euro; per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’arretrato medio è di circa 6.000 euro.

Inoltre il contratto prevede una modifica del limite percentuale della mobilità interregionale con un innalzamento della percentuale dei posti disponibili dal 60% all’80% del totale.

«Continua la stagione dei rinnovi contrattuali, con un’adesione sempre più ampia delle sigle sindacali. – afferma il ministro della Pa Paolo Zangrillo – È un risultato importante che garantisce aumenti salariali e condizioni migliori per oltre 8000 tra dirigenti scolastici e delle Università e degli enti di ricerca. Dopo i tre rinnovi in tre anni per il comparto Istruzione e Ricerca, manteniamo la volontà di avviare al più breve le trattative per il rinnovo 2025/27 anche per la dirigenza, garantendo così continuità e aumento del potere di acquisto». «Con questa firma – conferma il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale».
I sindacati
Soddisfatti i sindacati. «Una firma che garantisce certezze normative ed economiche. Resta aperta la questione dell’allineamento retributivo con le altre dirigenze dell’Area Istruzione e Ricerca», dichiara il segretario generale della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile. «I dirigenti scolastici non possono essere ridotti a semplici gestori di adempimenti burocratici. – aggiunge il sindacalista – Sono figure centrali della comunità educante, chiamate a svolgere una funzione educativa, organizzativa e di guida delle istituzioni scolastiche.Per questo continuerà l’impegno della Uil Scuola affinché venga raggiunto il 100% dei posti disponibili a favore della mobilità interregionale, vengano pienamente valorizzate le responsabilità della dirigenza scolastica, semplificati gli adempimenti amministrativi e rafforzata l’autonomia delle scuole.
Molto soddisfatta la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola: «Si tratta di un risultato importante, frutto della scelta del tavolo negoziale di procedere rapidamente alla definizione della parte economica e di alcuni istituti normativi per non ritardare l’applicazione dei miglioramenti ottenuti e rendere così possibile l’avvio del negoziato relativo al triennio 2025-2027». «Per la Cisl il riallineamento delle scadenze contrattuali – aggiunge Fumarola – è obiettivo fondamentale e necessario per garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni e oggi minacciato dalle possibili ricadute delle vicende internazionali. Con l’accordo odierno si vuole riconoscere l’impegno che i circa 8000 dirigenti del settore mettono quotidianamente a disposizione del sistema educativo e scientifico del Paese con ricadute dirette su studenti, ricercatori e comunità».
Più critico il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: «La parte economica, che comunque vedremo ad andare bene in autunno inoltrato, dopo la sigla del definitivo e i necessari provvedimenti amministrativi, prevede aumenti non in linea con la complessità del ruolo».