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 2026  maggio 12 Martedì calendario

Unicredit, pressing Ue su Berlino: “Non ostacoli le fusioni bancarie”

L’offerta di Unicredit per acquistare la tedesca Commerzbank è stata al centro degli incontri dell’ad dell’istituto italiano, Andrea Orcel, con la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, e con la commissaria ai servizi finanziari, Maria Luis Albuquerque.
Ufficialmente l’oggetto del colloquio è stato il rapporto sulla competitività bancaria del 2026 e gli sviluppi del mercato, in particolare per quanto riguarda i mercati bancari. Ma è evidente che dietro questa formula si stagliava il muro alzato dal governo di Berlino per fermare l’acquisto della banca tedesca. Linea che non piace alla Commissione europea perché incoerente rispetto al percorso dell’Unione del risparmio e alla necessità di costruire “campioni” europei nel settore. Un giudizio ormai chiaro ma che non può essere seguito da atti concreti.
La Bce critica l’opposizione tedesca a Unicredit
Critiche espresse invece esplicitamente da Luis de Guindos, vicepresidente della Bce, secondo il quale «il problema principale di questi messaggi nazionali è che minano la credibilità dell’Unione del risparmio e degli investimenti. È molto difficile per i governi affermare di essere favorevoli all’Unione del risparmio e degli investimenti se poi dichiarano: “No, siamo contrari a questa specifica operazione”. Ma questo non riguarda solo questo esempio specifico, bensì un fenomeno diffuso ovunque. I governi sono spesso tentati di intervenire in accordi privati, ma tali azioni contrastano con lo spirito del mercato unico».
De Guindos ha poi rammentato che «la nostra raccomandazione è di considerare l’area dell’euro come un’unica giurisdizione con libera circolazione di capitali e azioni e un sistema comune di garanzia dei depositi». Stessa posizione assunta dal ministro degli esteri italiano, Antonio Tajani. Unicredit, a suo giudizio, non ha intenzioni «ostili: capisco che in Germania ci possa essere una posizione del genere. Io sono per il libero mercato, sono per l’Unione bancaria: anche l’Europa deve fare dei passi in avanti, ma, finché non si arriverà ad avere un mercato unico veramente tale, ci saranno sempre dei problemi. Io credo nel libero mercato: non insorgo se si fanno operazioni di Paesi europei in Italia e non mi stupisco se ci sono imprese italiane che fanno operazioni all’interno dell’Unione Europea».