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 2026  maggio 12 Martedì calendario

L’Europa frena Putin: “No a Schroeder, il mediatore lo scegliamo noi”

a Ue respinge definitivamente al mittente la proposta di dialogo per la pace in Ucraina avanzata da Vladimir Putin. Il presidente russo viene infatti considerato inaffidabile e bugiardo. L’Unione boccia senza mezzi termini anche l’idea, avanzata dal Cremlino, di nominare l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come mediatore europeo: «È un lobbista russo», è stato il commento dell’Alto Rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, durante il Consiglio dei ministri Ue degli Esteri.
Ma soprattutto, i 27 non credono alla buona fede di Mosca. Tanto che nessuno pensa davvero di nominare un “inviato” per l’Ucraina. Per due motivi: non c’è la possibilità ora di un negoziato e quando ci sarà, spetterà al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, trattare con Putin.
E comunque, ha aggiunto Kallas, «dare il diritto alla Russia di scegliere i negoziatori non sarebbe molto saggio». Per non parlare di cosa accadrebbe se la scelta cadesse su Schroeder: «Siederebbe da entrambe le parti del tavolo». Tra l’altro, nell’Unione sta maturando la convinzione che Putin adesso sia «più debole» rispetto al passato. Sia all’interno del Paese, con «un crescente malcontento» nella società russa, sia sul terreno militare. L’avanzata non procede, l’esercito ucraino sta addirittura riconquistando alcune porzioni di territorio e con l’avvicinarsi dell’estate sarà più facile difendersi.
Il punto principale, ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, resta quello di «vedere se la Russia vuole veramente la pace». Nel caso, ha ammesso, quello di Costa sarebbe un nome «prestigioso» come negoziatore. Di sicuro, ha spiegato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sibiha, ospite del summit di Bruxelles, l’Europa non deve essere esclusa dal tavolo delle trattative: «Potrebbe svolgere anche un nuovo ruolo nel processo di pace». È chiaro che per Kiev la sponda Ue è indispensabile, considerato il disimpegno crescente degli Usa. Anche il ministro ucraino è sicuro che in Russia siano in corso «sviluppi interessanti» che stanno indebolendo la linea di Putin. Sviluppi rafforzati dal sostegno dell’Unione all’Ucraina e che la prossima settimana prenderanno la forma della prima tranche del prestito da 90 miliardi di euro. E del nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, in questo caso concentrato contro persone (16) ed enti (7) responsabili del rapimento dei bambini ucraini.
Il Cremlino, invece, sembra far finta di niente e ignora la risposta di Bruxelles. Addirittura rilanciando, con il classico metodo della disinformazione, il nome di Schroeder come “mediatore”. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, l’Unione Europea avrebbe avviato discussioni attive sulla candidatura dell’ex cancelliere tedesco: «È in corso un acceso dibattito. Alcuni sostengono che quest’idea meriti attenzione, altri no». Peskov ha ridimensionato anche la possibile visita dell’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff. «Non ci sono ancora piani precisi – ha detto -, ma speriamo che questo formato continui. Siamo in costante contatto con lui, Ushakov è in costante contatto con lui».
Ulteriore dimostrazione che il percorso di pace in Ucraina è ancora lungo e che il Cremlino in questo momento sta cercando solo di speculare e di nascondere l’indebolimento del Cremlino senza rinunciare all’obiettivo originario.