Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 12 Martedì calendario

A Milano un monastero progettato da Boeri

Il pro­getto è monu­men­tale e l’idea della Dio­cesi è di tra­sfor­marlo in realtà nel giro di tre anni, garan­tendo così una pre­senza visi­bile della Chiesa nel distretto Mind, il futuro pros­simo dell’area Expo dedi­cata alle scienze della vita. Si chiama «Mona­stero ambro­siano», è stato pro­get­tato dallo stu­dio Ste­fano Boeri Archi­tetti ed è una chiesa ma più di una chiesa: 2.700 metri qua­drati, con 1.100 desti­nati agli spazi aperti, che pre­ve­dono un Chio­stro e un Giar­dino delle reli­gioni mono­tei­ste, rap­pre­sen­tate anche da piante che ne richia­mano la sto­ria e lo svi­luppo. Un pic­colo bosco di ciliegi ospi­terà sta­tue pro­ve­nienti dai depo­siti della Vene­randa Fab­brica del Duomo. Il com­plesso si tro­verà all’incro­cio tra cardo e decu­mano, le due prin­ci­pali arte­rie dell’area.
I costi, spie­gano dalla Dio­cesi, saranno soste­nuti inte­ra­mente dalla Chiesa ambro­siana, senza un cen­te­simo di soldi pub­blici: è la Dio­cesi ad acqui­stare il ter­reno e ad accol­larsi tutte le spese per la nascita di que­sta realtà che è più di una par­roc­chia e, nelle inten­zioni, vuole imi­tare lo spi­rito del mona­stero, come luogo non solo di pre­ghiera, ma anche di saperi e di acco­glienza, cioè di dia­logo con il ter­ri­to­rio. Il pro­getto è stato pre­sen­tato nell’abba­zia di Chia­ra­valle per dare un’idea con­creta del modello a cui intende ispi­rarsi l’arci­ve­scovo Mario Del­pini, che lo ha pre­sen­tato. L’inten­zione è illu­strata in una nota della Dio­cesi ambro­siana: «Con­tri­buire alla tra­sfor­ma­zione di un nuovo pezzo di città, in con­ti­nuità con alcune sta­gioni signi­fi­ca­tive della vita della Dio­cesi, come la rico­stru­zione post-bel­lica, quando svi­luppo urbano e cre­scita eccle­siale ven­nero pen­sati in modo inte­grato».
La col­la­bo­ra­zione con le isti­tu­zioni è affi­data a Prin­ci­pia s.p.a., la società pub­blica che guida pro­getti di rige­ne­ra­zione urbana com­plessa, ricor­rendo anche a ponti con i pri­vati, respon­sa­bile dello svi­luppo di Mind, con la quale è stata indi­vi­duata l’area dell’inter­vento all’interno dell’intero sito e l’inte­gra­zione con il resto delle strut­ture pre­senti nel distretto.
Ste­fano Boeri ha illu­strato l’impianto tri­gono della chiesa, pen­sata per acco­gliere fino a tre­cento, tre­cen­to­cin­quanta fedeli. Per assi­cu­rare i sacra­menti, la Messa, le con­fes­sioni, e il resto della vita pasto­rale e di pre­ghiera si pensa a una comu­nità mista di sacer­doti dio­ce­sani e reli­giosi. La pre­senza di un luogo di culto cat­to­lico era pre­vi­sta dal Pgt, il piano di governo del ter­ri­to­rio, ma con que­sto ambi­zioso pro­getto la Chiesa ambro­siana è andata ben oltre la sem­plice par­roc­chia. Nel 2030, secondo i piani, il distretto Mind sarà abi­tato da set­tan­ta­mila per­sone, tra resi­denti, lavo­ra­tori e stu­denti.