Corriere della Sera, 12 maggio 2026
Electrolux dimezza la produzione e taglia 1700 posti
Il colosso svedese dell’elettrodomestico Electrolux ha annunciato ieri ai sindacati 1.700 esuberi su 4.542 addetti in Italia. La produzione sarà dimezzata. Nessuno dei cinque stabilimenti italiani sarà escluso dalla riduzione di personale. In particolare, è stata annunciata la chiusura dell’impianto di Cerreto d’Esi (Ancona), in cui 170 lavoratori producono cappe da cucina.
L’azienda motiva la decisione con la crisi strutturale del settore in Europa, sotto il fuoco della concorrenza asiatica. Fim-Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero.«Non accetteremo mai nessun piano di ristrutturazione che metta in discussione un solo posto di lavoro. È ora di farla finita con queste aziende che vengono in Italia, prendono i soldi e poi se ne vanno da un’altra parte», parte lancia in resta il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. «Intervenga il governo per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e salvare un polo industriale strategico», dice Barbara Tibaldi della segreteria Fiom. «Va affrontato il divario competitivo del settore verso la Cina, con il costo dell’energia superiore del 45% e quello dell’acciaio maggiorato del 31% – dice Massimiliano Nobis della segreteria Fim —. Sarebbe auspicabile un’azione comune dei grandi gruppi come Bosch, Beko, Miele, Electrolux sulle istituzioni europee per ottenere provvedimenti capaci di limitare l’invasione nei mercati europei da parte dei gruppi asiatici che oggi rappresentano il 50% delle vendite europee».
Nelle ultime settimane, è circolata l’ipotesi di una cessione delle attività europee di Electrolux ai cinesi di Midea. A dimostrare le buone relazioni tra i due gruppi c’è la partnership a lungo termine che Electrolux ha siglato con Midea nel Nord America. I sindacati hanno chiesto ieri se la ristrutturazione sia prodromica alla vendita ai cinesi di Midea. L’azienda ha negato questa possibilità. Dal canto suo il governo risponde con un comunicato del ministero delle Imprese assicurando la volontà «di svolgere tutte le attività di monitoraggio necessarie a mantenere un confronto costante e strutturato con l’azienda e il sindacato».
Oltre a Cerreto d’Esi, Electrolux ha stabilimenti a Porcia (Friuli) dove si producono lavatrici con 1.500 addetti; a Susegana in Veneto (frigoriferi, un migliaio di addetti); a Forlì, in Romagna (forni, altri mille dipendenti); a Solaro (Milano, 900 addetti) da cui escono lavastoviglie. Al momento non è chiaro quanti saranno gli esuberi per ciascun sito. Certo è che la crisi del settore non è cominciata oggi: i dipendenti di Electrolux sono diminuiti di 1.200 unità dal giugno ’22.