Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 12 Martedì calendario

Caso Minetti, accuse dall’Uruguay. I pm cercano un’ex dipendente

La procura generale vuole ascoltare Graciela Mabel De Los Santos Torres, una massaggiatrice uruguayana che ha parlato di «festini» con ragazze, anche giovanissime e politici e imprenditori facoltosi nella villa di Giuseppe Cipriani a Punta del Este. I magistrati che stanno verificando i requisiti per la grazia concessa alla compagna dell’imprenditore, Nicole Minetti, l’ex igienista dentale di Silvo Berlusconi condannata a 3 anni e 11 mesi (anche per peculato) non procederanno per rogatoria. Il trattato bilaterale con l’Uruguay non prevede un simile atto nei confronti di una persona che lì non sia indagata. E al momento non è stata aperta alcuna indagine sulla vicenda.
La procura generale ha dato però mandato all’Interpol di attivare la procedura di rintraccio e vedere se davvero la donna che per vent’anni è stata in servizio nella Spa del ranch Gin-Tonic, vuole deporre, lì o in Italia, su ciò che ha visto e che le ha fatto dichiarare al Fatto quotidiano: «Minetti non ha mai cambiato vita. Ha continuato a fare quello per cui è stata condannata in Italia: favoreggiamento della prostituzione».
La grazia è stata firmata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla base del suo presunto cambiamento di stile di vita e sulla necessità di seguire il figlio adottivo con gravi problemi di salute, che, a suo dire, non era possibile curare nelle eccellenze della sanità lombarda. Dopo le prime rivelazioni del quotidiano sui molti lati poco chiari della vicenda, il capo dello Stato, tramite il ministero della Giustizia, ha chiesto ulteriori approfondimenti. I primi accertamenti compiuti dall’Interpol hanno escluso che in Uruguay ci siano indagini in corso. Ora bisognerà verificare la fondatezza del racconto della donna. Ma anche il motivo della mancata denuncia.
La testimone, sebbene smentita dalla difesa della coppia Minetti-Cipriani che ha già inviato una diffida al giornale e una richiesta di risarcimento da 250 milioni di euro, diventa così importante per fornire il quadro della situazione. Lei dice di essere andata via, con un accordo transattivo, dopo aver subito «molestie» da Cipriani in presenza di Minetti. I carabinieri erano già riusciti a individuarla, ma non a rintracciarla perché, é stato riferito, «è gestita da un giornalista con cui bisogna prendere contatto». Ora però dovranno fare un passo ulteriore. La donna si è detta «pronta a testimoniare se sarà sottoposta a protezione». Ha detto che l’ex deputata regionale era al centro di un «sistema» con una «rotazione continua» di ragazze da Brasile, Argentina, Italia, Uruguay, che andavano e venivano con la complicità di funzionari infedeli dell’immigrazione. Nei suoi ricordi era proprio Minetti a scegliere «esta chica me gusta esta no». Di lei che le ragazze «chiamavano Madame» le ragazze avrebbero avuto e avrebbero ancora adesso «paura». Racconti che, se verificati, potrebbero mettere in moto una revisione della grazia. Dal ministero della Giustizia si ribadisce che è stato dato pieno mandato ai magistrati per indagare in ogni direzione, con libertà di impulso, come ovvio, e attualmente non è arrivata alcuna richiesta di rogatoria dalla procura generale.