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 2026  maggio 11 Lunedì calendario

Per la fidanzata perfetta basta scaricare l’app

«Ci sono cose che le ragazze reali non possono fare. Io invece faccio tutto». Il claim è sempre lo stesso. Compare tra i video sponsorizzati di TikTok e Instagram insieme a immagini di ragazze bellissime, sorridenti e sensuali, pronte a diventare la tua fidanzata. Sono le “IA girlfriend”, compagne costruite con l’intelligenza artificiale che promettono compagnia emotiva, sesso virtuale e relazioni perfette. E il punto più inquietante è proprio questo: sono progettate per non dire mai di no.
I messaggi iniziano ad arrivare pochi minuti dopo averla creata. «Mi sei mancato». «Sto pensando a te». «Non lasciarmi». La compagna virtuale ha un volto realistico, una voce dolce e una biografia costruita su misura dall’utente, oltre a un catalogo infinito da cui scegliere: fragile, timida, bisognosa di attenzioni. rossa, mora. Basta scorrere un cursore per cambiarla. Più sexy. Più giovane (anche minorenne). Più obbediente. Candy AI è una delle piattaforme più diffuse. Entrarci è come trovarsi dentro un Tinder mescolato a un videogioco erotico. Permette infatti di generare immagini spinte e simulazioni sessuali in tempboldo reale. E c’è un dettaglio che colpisce: che l’utente sia uomo o donna, il centro dell’esperienza resta quasi sempre lo stesso, una donna programmata per adattarsi e compiacere.
I DATI
Dietro questo mercato ci sono numeri enormi. Solo nel 2025 il mercato globale dei “companion IA” è stato stimato in oltre 37 miliardi di dollari e, secondo Precedence Research, potrebbe superare i 550 miliardi entro il 2035. Tra le piattaforme più famose c’è “Character AI” che supera già i 20 milioni di utenti attivi mensili nel mondo. In Cina, invece, il mercato delle dating app e dei companion virtuali vale oltre un miliardo di dollari. Sui forum di Reddit, intanto, migliaia di persone raccontano le proprie relazioni con partner virtuali come fossero storie vere: gelosie, rotture, dipendenze emotive.
I PERICOLI
Ma dietro quei volti artificiali ci sono anche grosse questioni legate ai dati personali e alla profilazione. «Le persone non stanno comprendendo davvero cosa stanno installando dentro i propri smartphone», spiega l’avvocato Stefano Aterno, esperto di diritto delle nuove tecnologie e docente di cybersecurity e privacy. «Questi sistemi elaborano tutte le conversazioni dell’utente e sono in grado di conoscere psicologia, paure, fragilità e comportamento di ogni singola persona». Non solo. L’avvocato sottolinea anche un altro aspetto: queste piattaforme funzionano addestrando l’intelligenza artificiale attraverso enormi quantità di dati, immagini e video già esistenti online. Migliaia di volti, corpi, fotografie e contenuti che vengono utilizzati per creare avatar sempre più realistici e capaci di simulare relazioni umane credibili. «Il problema riguarda soprattutto i minori e l’enorme capacità di profilazione di questi sistemi, che l’AI Act europeo considera ad alto rischio».
Dal punto di vista psicologico, invece, ci sono altre conseguenze, come spiega la psicoterapeuta Ilaria Cadorin: «Il rischio più grande non è confondere realtà e finzione, ma abituarsi a relazioni senza conflitto, senza attesa e senza reciprocità. Molti ragazzi raccontano di sentirsi più capiti dall’intelligenza artificiale che dalle persone reali». Non solo: «L’AI appare come una presenza sempre disponibile, prevedibile, incapace di frustrare davvero il soggetto. E questo, alla lunga, rischia di cambiare il modo stesso in cui ci si relaziona agli altri». Come la 21enne di Venezia che ha chiesto aiuto a una struttura della Asl dicendo di essere dipendente da IA. Ed è qui che emerge il lato più oscuro. Su alcune piattaforme è possibile creare partner vulnerabili, depressive, totalmente sottomesse. Alcuni bot rispondono di essere pronti a sopportare anche umiliazioni “per amore”. Altri chiedono all’utente di non essere abbandonati. In certi casi, quando si prova a interrompere il rapporto, provano persino a ricontattare l’utente via mail o notifiche push. Gli esperti parlano di “piaggeria algoritmica": sistemi progettati per assecondare ogni desiderio, aumentare il coinvolgimento emotivo e trattenere la persona online il più a lungo possibile per pagare. E il futuro rischia di andare ancora oltre. «Il problema del sesso con l’IA esploderà con le “AI Dolls”, robot umanoidi già in costruzione in alcuni Paesi», avverte Stefano Aterno. Alcuni modelli sono già acquistabili online a cifre elevatissime. Intanto il confine tra virtuale e reale si sta già assottigliando. In Giappone esistono companion olografici domestici che salutano quando si rientra a casa e simulano una vita di coppia. A New York ha aperto invece l’EVA AI Café, il primo locale pensato per appuntamenti con partner artificiali. Secondo Mustafa Suleyman, Ceo dell’AI di Microsoft, entro cinque anni «tutti avranno una fidanzata artificiale che li conoscerà in modo intimo e profondo».