Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 11 Lunedì calendario

Ex ministro polacco ricercato e “rifugiato” in Ungheria vola negli Usa

Budapest lo scorso anno gli aveva concesso asilo, ma il nuovo premier Peter Magyar, ha detto già prima del suo insediamento che l’Ungheria non avrebbe più protetto persone ricercate altrove. Così l’ex ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro, ricercato nel suo Paese e che per questo si era rifugiato nell’Ungheria di Viktor Orban, è fuggito negli Stati Uniti. “Sono negli Stati Uniti. Sono arrivato ieri”, ha affermato in una intervista a Republika Ziobro, leader del partito della destra polacca alleata al PiS, Polonia Sovrana, che rischia una condanna fino a 25 anni di carcere se condannato per le accuse formalizzate contro di lui che includono abuso di potere, aver coordinato attività della criminalità organizzata e stornato fondi destinati alle vittime della criminalità per acquistare sistemi spia israeliani Pegasus.
“L’Ungheria non sarà più la discarica dei criminali ricercati a livello internazionale”, aveva dichiarato Magyar il giorno dopo aver vinto le elezioni, citando esplicitamente Ziobro e il suo ex vice, Marcin Romanowski, accusato di appropriazione indebita di quasi 40mila euro. Non è chiaro come abbia fatto Ziobro a entrare negli Usa, dal momento che Varsavia ha revocato da tempo i suoi passaporti polacco e diplomatico. La Polonia contatterà gli Stati Uniti e l’Ungheria per chiedere su quali basi legali Ziobro è riuscito a entrare negli Stati Uniti anche senza documenti validi. “Non fermeremo i nostri sforzi per garantire che lui e Romanowski compaiano di fronte alla giustizia in Polonia“, ha affermato il ministro della Giustizia polacco, Waldemar Zurek dopo aver anticipato che, “se confermata la sua presenza negli Usa, Varsavia ne chiederà l’estradizione”.