repubblica.it, 11 maggio 2026
Hantavirus, per recuperare un inglese intervengono i parà
In una rischiosa missione senza precedenti, sei paracadutisti e due medici militari britannici si sono lanciati sopra l’isola di Tristan da Cunha per salvare un connazionale contagiato dall’Hantavirus. L’uomo, che vive nel remoto territorio d’oltremare dell’Atlantico meridionale, vi era sbarcato il 14 aprile dalla Mv Hondius, la nave dove si è sviluppata l’infezione. Due settimane più tardi ha riportato i primi sintomi di dissenteria, seguita due giorni dopo da febbre alta. Il problema è che sull’isola c’erano scarse risorse sanitarie per curarlo. E stava finendo la riserva d’ossigeno.
Parte dell’territorio d’oltremare a cui appartiene Sant’Elena, il luogo dell’esilio e della morte di Napoleone Bonaparte, Tristan da Cunha è il più remoto territorio d’oltremare del Regno Unito, con una popolazione di 221 abitanti e un personale medico di due persone. Sull’isola non c’è un aeroporto né un terreno adatto a un atterraggio d’emergenza. La si può raggiungere solo dal mare. Così, quando le autorità del posto hanno capito che l’uomo poteva morire per carenza di ossigeno, la Royal Air Force ha organizzato una missione per portargli i soccorsi necessari.
Un velivolo da trasporto A-400M è volato dalla base di Norton in Inghilterra fino all’isola dell’Ascensione, anch’essa nello stesso territorio d’oltremare. Da lì l’aereo ha quindi sorvolato Tristan da Cunha. Sei parà e due sanitari della Raf, un medico e un infermiere specializzato in tecniche di rianimazione, si sono lanciati con bombole di ossigeno e strumenti per un totale di 3 tonnellate e mezzo. Ma l’isola è esposta a forti venti, che possono raggiungere i 40 chilometri orari, rischiando di spingere i paracaduti oltre l’area prescelta per toccare terra. “La conseguenza di sbagliare il punto designato sarebbe stata finire nell’Atlantico”, dice alla Bbc il brigadiere Ed Cartwright, che aveva la supervisione della missione. “È stato un lancio estremamente pericoloso e difficile”.
Tutti i parà sono riusciti a cadere su un campo da golf, dove le autorità locali li hanno prelevati e condotti rapidamente all’abitazione dell’uomo contagiato dal “virus dei topi”. I soccorsi sono arrivati in tempo per le cure di cui aveva urgente bisogno: l’ultimo bollettino è che continua a rimanere a casa propria in isolamento, in condizioni stabili.
La squadra di parà ha prestato poi attenzione ai residenti di Tristan da Cunha entrati a contatto con l’uomo contagiato. “Ci è mancato poco”, afferma il generale Cartright, “prima del lancio, l’ossigeno era a livello critico”. Si tratta della prima operazione umanitaria di questo tipo portata a termine dalla Raf. I parà lasceranno l’isola via mare, quando la situazione medica lo consentirà. “Questa straordinaria operazione”, commenta la ministra degli Esteri Yvette Cooper, “riflette il nostro impegno in difesa dei cittadini britannici dovunque si trovino”.