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 2026  maggio 11 Lunedì calendario

Dopo il licenziamento Merlino stupito, Proietti delusa

Gli amici più stretti raccontano che ieri pomeriggio, appena uscita la notizia sul Corriere.it della mannaia del ministro Giuli calata all’improvviso sulle loro teste, Emanuele Merlino ed Elena Proietti si siano telefonati. Entrambi affranti, increduli: «Sono uscito venerdì sera dal Collegio Romano, sembrava tutto normale, non c’erano avvisaglie e ora mi trovo qui a chiedermi perché...», avrebbe detto Emanuele ad Elena. E lei a lui: «Giovedì col ministro ci siamo salutati, ciao ciao...». E ora?
Lui, Merlino è, era, il capo della segreteria tecnica di Giuli. Figlio di Mario Merlino, il «Professore Nero» amico fedele negli anni romani dell’ex capitano delle SS Erich Priebke, ex Ordine Nuovo, indagato e poi assolto per la strage di piazza Fontana, amico di Stefano Delle Chiaie e con lui in Avanguardia Nazionale, morto infine a febbraio scorso all’ospedale San Giovanni e fasciato con la runa di Odal nella bara.
Lei, Proietti, è, era, da luglio scorso la segretaria particolare di Giuli e ha la fiamma tricolore tatuata «sul costato a destra» puntualizzò una volta nel suo ufficio, a destra com’è stata del resto la sua vita fin dall’inizio, sempre in FdI: «Ho lasciato tutto per venire al ministero, sono stata assessore a Terni, poi consigliera regionale, consulente di Sport e Salute e ora mi ritrovo in mezzo a una strada nel giorno della festa della Mamma, single e con mio figlio piccolo, Filippo, che ha 10 anni...», le sue parole amarissime consegnate agli amici più cari.
Il mancato finanziamento al docufilm su Giulio Regeni avrebbe fatto infuriare il ministro, che non ne sapeva niente: «Ma il documentario fu bocciato già una volta nel 2024 quando c’era Sangiuliano al ministero e nessuno disse nulla», avrebbero ricostruito ieri al telefono Merlino e Proietti, tentando di riordinare le idee malgrado la mazzata. «Io avrei dovuto vigilare? – lo sfogo di Merlino riferito da chi ci ha parlato —. Ma la commissione esaminatrice dei film, come la Biennale di Venezia, ha la sua autonomia decisionale, io non potevo assolutamente interferire».
Assunto al Comune di Roma, intellettuale di destra raffinato, sposato e con una figlia piccola, Emanuele Merlino ha scalato le posizioni iniziando a lavorare con altri due giovani rampanti del partito, Francesco Filini e Sara Kelany, nel Centro Studi di Fratelli d’Italia voluto da Giovanbattista Fazzolari, il potente sottosegretario di Palazzo Chigi. Nel 2022, poi, con Sangiuliano ministro arrivò al Collegio Romano. Appassionato di storia, studioso della Prima Guerra Mondiale, Merlino jr, 48 anni, è autore di libri e fumetti, uno su tutti quello dedicato al dramma di Norma Cossetto («Foiba Rossa»), la studentessa italiana uccisa e infoibata nel 1943 dai partigiani titini. Quando il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il mese scorso, fu nominato ministro del Turismo da Giorgia Meloni, si pensava che lui potesse prendere il suo posto: «Macché – si schermiva Emanuele —. E Papa allora quando?».
A Elena Proietti, 38 anni, ex arbitro di calcio, Giuli invece non avrebbe perdonato la «buca» in aeroporto del 22 marzo scorso, con lui in partenza per New York con tanto di corona da deporre davanti alla statua di Cristoforo Colombo. Ma lei non si presentò quella mattina e non riuscì neanche ad avvertire. Lo raccontò costernata al Corriere nei giorni seguenti: «Stavo sola in casa, con dolori fortissimi, in preda a una colica renale, chiamai l’ambulanza e mi ricoverarono al Santo Spirito, come facevo ad avvertire?». Ma lei di Giuli ha sempre parlato bene: «È una persona con una cultura smisurata, è buono e gentile, sto imparando tanto da lui», diceva appena un mese fa.