Corriere della Sera, 11 maggio 2026
Kiev: «I russi violano la tregua». No di Berlino a Schröder inviato
Da un lato le accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Mosca di aver violato il cessate il fuoco, dall’altro lo scetticismo di Berlino sulla possibilità che l’ex cancelliere Gerhard Schröder possa fare da mediatore europeo tra Russia e Ucraina, ipotesi rilanciata dal leader russo Vladimir Putin nelle ultime ore. Si assottigliano così le speranze che i giorni successivi alla parata del 9 maggio possano aprire uno spiraglio diplomatico.
Kiev ha denunciato oltre 150 attacchi sul fronte durante la tregua di tre giorni annunciata dal presidente statunitense Donald Trump. A questi, secondo quanto riferito dall’aeronautica ucraina, si aggiungono più di cento bombardamenti e quasi diecimila attacchi con droni kamikaze contro obiettivi civili, in raid che hanno provocato almeno un morto e 19 feriti tra la popolazione. «L’Ucraina si è astenuta da azioni a lungo raggio in risposta all’assenza di attacchi massicci da parte di Mosca», ha detto Zelensky accusando la Russia di non aver rispettato la tregua.
Sul piano politico, il possibile riavvio di un canale negoziale resta circondato da diffidenza. Da Berlino, un funzionario tedesco citato da Reuters ha definito poco credibile l’ipotesi di un ruolo per Schröder, osservando che Mosca non avrebbe finora modificato le proprie condizioni per la fine della guerra. Lo stesso funzionario ha parlato di «offerte fasulle» da parte di Vladimir Putin, interpretandole come tentativi di incrinare il fronte occidentale. Le divisioni attraversano anche l’Spd, il partito che Schröder ha guidato in passato. Michael Roth, ex presidente della commissione Affari esteri del Bundestag, ha bollato l’offerta di Putin come «un affronto agli Stati Uniti e una manovra retorica». Diversa la posizione di Adis Ahmetovic, anche lui esponente socialdemocratico, che ha invitato a non chiudere del tutto la porta. Secondo Ahmetovic, se il coinvolgimento di Schröder fosse una delle condizioni per garantire all’Europa un posto al tavolo negoziale, l’ipotesi andrebbe valutata con attenzione e in coordinamento con i partner europei. Intanto, secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa tedesca, nella coalizione di governo si starebbe discutendo anche un possibile ruolo futuro per il presidente Frank-Walter Steinmeier come negoziatore dell’Unione europea nel processo di pace. Il suo mandato presidenziale si concluderà nel 2027 e il suo nome viene associato alla precedente esperienza diplomatica nel formato di Minsk.
Nel frattempo, da Mosca è arrivato il messaggio del premier slovacco Robert Fico dopo il suo incontro con Putin nella capitale russa, dove ha partecipato alle celebrazioni del Giorno della Vittoria. «Se Zelensky intende davvero incontrare Putin, dovrebbe telefonargli direttamente», ha dichiarato Fico, sottolineando di aver raccolto in un precedente colloquio la disponibilità del presidente ucraino a un incontro «in qualsiasi formato». Dal Cremlino, però, il consigliere Yuri Ushakov ha successivamente ridimensionato l’ipotesi che durante la visita slovacca siano stati trasmessi messaggi ufficiali.
Resta così un quadro segnato da ambiguità diplomatiche e scontri sul terreno. Unico segnale positivo, lo scambio di 1.000 prigionieri per parte tra Ucraina e Russia, mediato dagli Stati Uniti che, secondo Zelensky, «è in fase di preparazione e deve avere luogo» dopo che Kiev ha consegnato la sua lista.