Avvenire, 10 maggio 2026
I russi hanno nostalgia dei “brand”
Oltre la metà dei russi sente la mancanza dei brand occidentali e vorrebbe che tornassero presto nel Paese, dopo la loro uscita a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, oltre 4 anni fa. A dirlo è un sondaggio della società di ricerca Group 7/89, pubblicato dalla testata Vedomosti, il principale quotidiano economico-finanziario russo. La ricerca è stata condotta fra il mese di febbraio e quello di aprile su un campione di oltre 2mila persone di età superiore ai 18 anni e collocate su tutto il territorio nazionale.
I numeri parlano chiaro. Il 56% dei russi auspica il ritorno delle aziende occidentali almeno in un settore, a fronte del 27% che non ne sente la mancanza. Il resto è indeciso. La ricerca vede una grande parità fra gli intervistati di sesso maschile e quelli di sesso femminile, con rispettivamente il 55% di uomini e il 57% di donne che vorrebbero vedere il ritorno di aziende occidentali in Russia. Interessante il fatto che fra i contrari la percentuale varia sensibilmente, con il 32% di uomini che non vuole i marchi occidentali nel Paese e appena il 23% delle donne che la pensa alla stessa maniera. Secondo Alexander Safonov, professore presso l’Università finanziaria del governo della Federazione Russa, la scomparsa dei marchi occidentali si fa sentire soprattutto tra i residenti delle grandi città con redditi relativamente elevati. Ha aggiunto che poco è cambiato nella vita quotidiana delle famiglie medie, che prima della partenza delle aziende occidentali si affidavano ai prodotti più economici. Fra le categorie di cui si sente maggiormente la mancanza, ci sono le auto occidentali. Questo, sempre secondo Safonov si spiega anche con le problematiche chiave relative alle sostituzioni delle importazioni, con le macchine che vengono dalla Cina o da altri Paesi che non hanno le stesse prestazioni di quelle europee e americane. C’è poi il tema dei pezzi di ricambio. Chi ha una macchina occidentale, fa sempre più fatica a farli arrivare dall’estero e il loro costo è considerevolmente aumentato a causa della logistica più complicata, delle importazioni parallele e delle tasse di riciclaggio.
Secondo i sociologi che hanno analizzato i dati della ricerca, più grande è la città, più i suoi residenti desiderano il ritorno dei produttori occidentali sul mercato russo. Ad esempio, a Mosca, il 66% degli intervistati si aspetta questo ritorno, mentre il 24% no. Il 10% degli intervistati non ha risposto alla domanda. Nelle città con meno di 100mila abitanti, invece, il 49% degli intervistati desidera il ritorno delle aziende occidentali, mentre il 32% no. Il 19% degli intervistati non ha risposto alla domanda. Nelle zone rurali, un terzo dei russi (32%) desidera il ritorno delle aziende occidentali, mentre il 48% no. Il 20% degli intervistati non ha risposto. Certo il quadro è cambiato in modo considerevole rispetto a pochi mesi fa, quando, secondo il sondaggio condotto dal Centro panrusso di ricerca sull’opinione pubblica nell’ottobre 2025, il 44% degli intervistati si era dichiarato fiducioso che i produttori nazionali sarebbero stati in grado di sostituire gli articoli e i servizi offerti dalle aziende straniere che avevano lasciato la Russia.