Avvenire, 9 maggio 2026
Austria, reclusione per gli under 14 più difficili
Bambini delinquenti dietro le sbarre. È una misura senza precedenti quella che ha deciso il Land di Vienna, di fronte a un inquietante fenomeno sempre più dilagante anche nella solitamente tranquilla capitale austriaca. Secondo un rapporto del ministero dell’Interno, in tutta l’Austria nel 2025 si sono registrate 13.179 denunce contro minori al di sotto dell’età penale (14 anni) contro le 12.049 dell’anno precedente. Complessivamente, nel 2025 nella sola Vienna si registravano 5.983 sospetti di età compresa tra i 10 e i 14 anni, con un aumento del 18,1% rispetto al 2024. «C’è un piccolo gruppi di minorenni responsabili di numerosi delitti a Vienna» ha spiegato la vicesindaca Bettina Emmerling, che parla di centinaia di reati. Questi giovanissimi, ha aggiunto, «sono un pericolo per loro stessi, per la popolazione, per i compagni di scuola». Parliamo di bambini autori di atti «di una brutalità che prima non si era mai vista» dice Johannes Köhler, responsabile dell’ufficio della città che si occupa del sostegno ai minori. Non solo scassinamento di auto, farmacie, abitazioni, stand nei mercati, ma anche quotidiane minacce e rapine al coltello di coetanei. Si tratta in massima parte di bambini provenienti da situazioni familiari e sociali particolarmente difficili, tra loro molti profughi siriani: secondo il ministero nel 2025 1.528 denunce erano nei confronti di bambini tra i 10 e i 14 anni provenienti dal Paese dilaniato dalla lunga guerra civile.
La conclusione cui è giunta l’amministrazione della capitale è che, nei casi più drastici, di bambini irriducibili, “non raggiungibili”, per dirla con i sociologi, servono misure di detenzione. Si tratta, ha spiegato ancora Emmerling, anzitutto di una misura dissuasiva: «troppo diffusa – sottolinea – è ormai l’idea che, se hai meno di 14 anni, non può succederti niente». Naturalmente, non stiamo parlando di un classico carcere, ma di una residenza attrezzata, sita in un luogo tenuto riservato alla periferia della città, di 140 metri quadri e due piani e un parco di 1.500 metri quadri. Una residenza però da cui, almeno in una prima fase, i bambini non potranno uscire: le porte sono blindate, le finestre dotate di vetri antisfondamento. La struttura può ospitare fino a 16 ragazzini, si inizierà con due tra gli undici e tredici anni da una cerchia di dieci particolarmente difficili e violenti. Dovranno restare in tutto tra sei e dodici settimane, durante le quali saranno sostenuti da psicoterapeuti, ergoterapeuti, psichiatri, che lavoreranno con loro, spiega Köhler, «intensivamente per cercare un cambiamento del loro comportamento distruttivo». Il costo complessivo è di 800mila euro. La detenzione sarà proposta dalla polizia insieme a operatori sociali, la decisione finale spetterà a un giudice.
«Questa – sottolinea Emmerling – è l’ultima ratio, solo per i casi di bambini che non vogliono in alcun modo cooperare». Obiettivo: strapparli dal loro ambiente criminale e portarli ad accettare altre misure di sostegno. «Vogliamo – spiega Köhler – che anziché andare a scassinare auto ogni sera, si dedichino a un corso professionale». Non manca qualche dubbio di natura giuridica: la normativa austriaca non prevede una detenzione per minori di 14 anni, ma solo il ricovero in strutture chiuse per ragioni psico-sanitarie (in sostanza disturbi psichiatrici). «I nostri psichiatri giovanili – dice Köhler – ci hanno detto che, quando bambini arrivano a rapinare quotidianamente i coetanei a coltelli spianati, siamo certamente di fronte quanto meno a un disturbo socio-comportamentale». Il ministero sta comunque già lavorando per una normativa che estenda la possibilità di detenzione ai minori di 14 anni.