corriere.it, 10 maggio 2026
Illustratrice italiana fa causa a Ikea per plagio e vince
Cristina Cati, artista e illustratrice bolognese, che commercializza stampe, accessori e complementi d’arredo per la cucina utilizzando le sue creazioni, ha vinto una causa contro Ikea, assistita dall’avvocata Lavinia Savini (partner dello studio FPBLegal), esperta in diritto della proprietà intellettuale.
Non un qualcosa di comune, non un qualcosa che accade ogni giorno, di vincere contro un colosso come Ikea e costringerlo a dover pagare un risarcimento.
L’Ikea store di Bologna-Casalecchio di Reno, infatti, ha preso una sua opera, «Tortellino» e l’ha riprodotta e usata senza il suo consenso per l’allestimento del suo store.
L’illustratrice bolognese e la causa contro Ikea
I fatti li racconta Cati stessa: «Tutto è iniziato nel lontano 2021, nel periodo di Natale. Una ragazza che mi segue su nstagram aveva visto la mia illustrazione da Ikea. Aveva pensato a una collaborazione tra me e Ikea e si era anche complimentata. Il problema, però, era che Ikea non aveva nessuna autorizzazione a usare la mia opera e nemmeno a modificarla come aveva fatto. È stata la stessa ragazza ad accorgersene: le pareva strano che di una collaborazione così importante non ne avessi parlato e, guardando meglio le immagini, si era accorta che il mio nome non c’era. Si è quindi premurata di fare delle foto e di avvisarmi della cosa. Ovviamente, non avevo nessuna collaborazione attiva con Ikea».
Immediatamente, quindi, Cati si rivolse all’avvocata Savini per fare causa al colosso svedese del mobilio.
Il «tortellino utilizzato senza le necessarie autorizzazioni»
«Subito si è alzato il coro di voci che mi suggerivano di non farlo, che era impossibile andare contro l’Ikea e che non ne avrei ricavato nulla. Ma io mi sentivo di doverlo fare e non solo per una questione di risarcimento ma per difendere il mio lavoro. I lavori creativi, non solo le mie grafiche, sono impegni, dietro ci sono ore di lavoro. Dietro un’illustrazione ci sono idee, tentativi, tempo, studio, errori e correzioni. Ogni mia grafica nasce da un’idea originale, da una ricerca, da un linguaggio personale».
Lo scontro legale con il colosso svedese
Ad aggravare la situazione c’era anche il fatto che Ikea avesse modificato le grafiche prese senza consenso: «Probabilmente hanno addirittura comprato la grafica, perché poi è stata stampata e ingrandita e ha mantenuto una buona definizione. Inoltre, una l’hanno messa su una di quelle stampe verticali, lunghe e strette, che si trovano da Ikea, con l’aggiunta in sovraimpressione della scritta “tortellini in brodo” e della relativa ricetta. La seconda, invece, è stata messa su un tagliere. E ovviamente hanno rimosso nome dell’autore e titolo originale».
Cati racconta anche che in un primo momento fu inviata una lettera: «Intervenne subito l’avvocato con una lettera, una diffida. Da parte mia ci fu un tentativo di trovare un accordo amichevole, mentre da parte loro non c’è mai stata una apertura, una disponibilità. Se non una offerta, esigua, in denaro con l’intenzione di chiudere la questione».
La vittoria e il risarcimento
Cati, quindi, assistita dall’avvocata Savini ha fatto valere i suoi diritti facendo causa davanti al giudice della sezione civile del Tribunale di Bologna, specializzata nelle controversie in materia di proprietà intellettuale.
Si è quindi arrivati a una sentenza, ora passata in giudicato e quindi non più impugnabile, completamente favorevole all’autrice e nella quale è stato riconosciuto che la grafica era una sua «opera d’ingegno» coperta quindi dalle leggi in materia: le è stato riconosciuto anche un risarcimento di qualche migliaio di euro.
Non solo: le sono stati riconosciuti come violati i diritti d’autore, patrimoniali e morali. I primi, in quanto legati all’utilizzo dell’opera, tra l’altro in un contesto di massima visibilità commerciale e senza l’indicazione della paternità. I secondi, invece, in quanto, con la modificazione fatta da Ikea, si danneggia l’idea originaria e il lavoro dell’artista.