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 2026  maggio 10 Domenica calendario

La disfida tra principesse per l’eredità dei Borbone

La relazione del trentenne Jordan Bardella con Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, 22, suscita sempre maggiore interesse in Francia. Il presidente del Rassemblement national, in testa ai sondaggi per la corsa all’Eliseo del 2027, qualche sera fa ha detto in tv che vuole «fondare una famiglia e avere dei figli quando il momento verrà, la decisione spetta a noi». Non è escluso quindi che la principessa italiana possa diventare première dame, tra meno di un anno.
L’ex ragazzo di banlieue di origine italiana e l’aristocratica nata a Roma e discendente di Luigi XIV formano una coppia glamour, una bella storia d’amore ufficializzata sulla copertina di Paris Match. Ma fatalmente Maria Carolina e il suo ambiente vengono adesso scrutati da vicino, soprattutto quanto alle origini e alla gestione dell’ingente patrimonio familiare. E su questo, Le Monde ieri ha pubblicato una lunga inchiesta che racconta la guerra sull’eredità combattuta tra la madre e la zia di Maria Carolina, ovvero Camilla Cruciani e la sorella minore Cristiana, fra paradisi fiscali e quadri di Picasso, Renoir e Van Gogh.
È la parte italiana della famiglia quindi ad attirare le attenzioni. Il padre di Maria Carolina è il principe Charles Bourbon des Deux-Siciles, banchiere d’affari che dà a Maria Carolina il titolo nobiliare; ma è la ricchissima madre Camilla Cruciani a portare in dote il patrimonio considerevole accumulato, tra gli anni ’50 e ’70, dal nonno che Maria Carolina non ha mai conosciuto, quel Camillo Cruciani che fu co-protagonista dello scandalo Lockheed.
Parà della Folgore durante la Seconda guerra mondiale, fondatore della Ciset (poi diventata Vitrociset) che gestiva i radar degli aeroporti italiani, diventato presidente di Finmeccanica, accusato di essere l’«Innominato» che faceva da intermediario con gli americani per convincere ministri e vertici militari a comprare gli aerei C-130 della Lockheed, nel 1976 Camillo Cruciani scappò in elicottero dalla sua villa di San Felice Circeo assieme alla moglie di vent’anni più giovane, l’ex attrice e modella Edy Vessel (Edoarda Vesselovsky, triestina), cominciando una fuga che lo avrebbe portato in Messico, dove morì nel 1980.
La vedova Edoarda Cruciani, oggi 85enne, eredita la fortuna in immobili, opere d’arte, contanti e azioni nella Vetrociset che la filiale ginevrina di BNP Paribas valuta in circa 600 milioni di dollari. Di questi, 180 milioni sono depositati in un Grand Trust: secondo la ricostruzione di Le Monde e del consorzio di giornalisti all’origine dei Panama Papers, negli ultimi anni Edoarda ha cercato di trasferire la maggior parte del Grand Trust alla figlia maggiore Camilla – madre di Maria Carolina, fidanzata con Bardella – a scapito dell’altra figlia Cristiana.
Tra i motivi della preferenza per Camilla, ci sarebbe l’adesione di quest’ultima ai valori familiari. Anni fa Edoarda avrebbe espresso l’auspicio che le figlie sposassero un aristocratico: Camilla si è in effetti unita a Charles Bourbon des Deux-Siciles, e anche Cristiana ha sposato il principe romano Bante Boncompagni Ludovisi, salvo però pentirsi, accusare la madre di averla costretta a un matrimonio infelice, e sposare in seconde nozze Nicolas Delrieu, borghese con affari tra Principato di Monaco e Miami. Da allora Cristiana è caduta in disgrazia. L’avvocato di famiglia ha detto a Le Monde che «non esiste più alcun litigio», ma bisognerà vedere quale sarà l’impatto dei montaggi finanziari dei Cruciani tra Curaçao, Bahamas, Mauritius, Jersey, Svizzera e Lussemburgo, sulla base di militanti ed elettori del Rassemblement national.