repubblica.it, 9 maggio 2026
Ita e Garante privacy, perquisito lo studio di Guido Scorza
La Guardia di finanza è tornata a muoversi sull’asse Ita-Garante della privacy. Gli investigatori del Pef hanno perquisito giovedì lo studio legale E Lex, fondato da Guido Scorza, ex componente del Collegio del Garante che ha lasciato l’Autorità dopo l’esplosione dell’inchiesta per corruzione e peculato.
Al centro degli accertamenti c’è Stefano Aterno, socio dello studio e all’epoca responsabile del trattamento dei dati della compagnia aerea. Gli investigatori hanno acquisito documentazione sulle tessere “Volare” executive finite ai vertici dell’Authority, nel tentativo di ricostruire il percorso di quei benefit e verificare se attorno alle assegnazioni si sia strutturato uno scambio di favori capace di incidere sui rapporti tra Ita e il Garante.
La nuova perquisizione arriva a un mese dal primo accesso delle Fiamme gialle negli uffici di Ita Airways, il 9 aprile scorso. È lì che l’indagine della procura di Roma prende velocità. La procura di Roma indaga il presidente del Garante Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni, il componente Agostino Ghiglia e lo stesso Scorza per peculato e corruzione per l’esercizio della funzione. Anche l’ex amministratore delegato di Ita, Fabio Lazzerini, viene iscritto per corruzione. La finanza gli ha sequestrato ad aprile il cellulare per ricostruire contatti e interlocuzioni con l’Authority.
Il nodo investigativo ruota attorno alle tessere “Volare” executive, benefit dal valore fino a seimila euro. Gli investigatori vogliono capire se il punto di raccordo tra Ita e i vertici del Garante sia stato proprio Aterno. Nelle mail acquisite dalla trasmissione Report compare infatti uno scambio del 30 novembre 2022 in cui Ada Fiaschi, oggi responsabile della protezione dei dati di Ita, chiede agli uffici della compagnia l’assegnazione delle tessere executive per Stanzione, Cerrina Feroni, Ghiglia e Scorza. Nella comunicazione Fiaschi richiama una richiesta arrivata da Aterno e definisce l’iniziativa «un’attenzione verso un’autorità sempre più importante in un business come il nostro che tratta big data».
Per gli inquirenti quel passaggio aiuta a delineare il rapporto tra la compagnia e il Garante. Anche perché, nonostante le criticità emerse nella gestione dei dati personali, l’Authority non avrebbe imposto sanzioni pesanti a Ita, limitandosi a rilievi formali.Intanto l’indagine si allarga anche al dossier Meta. I pm Giuseppe De Falco e Chiara Capoluongo stanno rileggendo il procedimento sugli smart glasses del gruppo americano, inizialmente accompagnato dall’ipotesi di una sanzione fino a 44 milioni di euro. Una cifra poi ridotta a 12,5 milioni e infine scesa a un milione. Un ridimensionamento che adesso viene riletto insieme ai rapporti maturati attorno al procedimento e ai rapporti con i vertici del Garante. Anche perché Guido Scorza intervenne pubblicamente sul tema degli smart glasses Ray-Ban Meta, finiti poi all’esame del Collegio dell’Authority.Le due piste – le tessere Volare e il caso Meta – oggi si incrociano nello stesso quadro investigativo. La procura prova a capire se attorno all’Authority si sia consolidata una rete di relazioni capace di influenzare procedimenti e decisioni su alcuni dei dossier più delicati nella gestione dei dati personali.