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 2026  maggio 09 Sabato calendario

Dazi, la Casa Bianca non cede: “Li imporremo in ogni modo”

Punto e a capo. Dopo la seconda bocciatura dei dazi, l’amministrazione Trump promette di insistere, ripetendo la strategia già adottata in passato. Il problema immediato è che la sentenza di giovedì indebolisce il presidente nei confronti della Cina, proprio alla vigilia del suo viaggio a Pechino, e rende meno credibile anche la minaccia di alzare le tariffe contro gli europei entro il 4 luglio, perché non è sicuro che per quella data avrà l’autorità legale necessaria a farlo.
In origine il 2 aprile dell’anno scorso, il cosiddetto “liberation day”, Trump aveva imposto i dazi globali sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act, ma la Corte Suprema ha stabilito che non poteva farlo, costringendolo ad avviare le pratiche per restituire circa 166 miliardi di dollari già raccolti in maniera illegale. L’amministrazione allora ha scelto una strategia basata su due punti. Il primo è stato imporre nuovamente tariffe a tappeto del 10%, in base alla Section 122 del Trade Act del 1974, un provvedimento temporaneo che ha lo scopo di proseguire comunque sulla strada tracciata e continuare a racimolare soldi. Il secondo è stato avviare indagini in base alla Section 301 della stessa legge, per verificare se i paesi presi di mira stanno adottando pratiche ingiuste o illegali nei confronti degli Usa, per punirli con i dazi e costringerli a cambiare linea.
Giovedì la Court on International Trade ha stabilito che il presidente non aveva l’autorità per decretare il primo provvedimento, perché il Trade Act del 1974 lo consente solo in certe condizioni che oggi non esistono. Trump ha risposto che «in un modo o nell’altro riusciremo ad imporre i dazi» e il suo rappresentante per i commerci Jamieson Greer ha aggiunto che l’amministrazione «è fiduciosa di vincere in appello».
Come nel caso della prima bocciatura, quindi, il governo presenterà un ricorso, che con buona probabilità finirà di nuovo davanti alla Corte Suprema. Nel frattempo continueranno le indagini già avviate anche contro la Ue in base alla Section 301, per imporre i dazi usando questo strumento, considerato più solido degli altri due dal punto di vista legale. Le indagini però richiedono tempo e difficilmente finiranno prima dell’estate, quindi per alcuni mesi ci troveremo in un limbo in cui Trump non ha avrà un’autorità chiara per usare le tariffe. Questo lo indebolirà nei confronti della Cina, perché la prossima settimana non potrà usare la leva dei dazi durante l’incontro con il collega Xi, ma lo indebolisce anche verso l’Europa, perché è possibile che la questione non sia ancora risolta entro il 4 luglio, data in cui minaccia di alzare le tariffe se la Ue non avrà ratificato l’intesa raggiunta in Scozia l’estate scorsa. Nel frattempo però l’economia americana tiene, con 115.000 posti di lavoro creati nell’ultimo mese, e questo potrebbe convincerlo a proseguire con la linea dura sui dazi e sull’Iran.