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 2026  maggio 09 Sabato calendario

Famiglie e risparmio, la scalata delle donne

All’incrocio del futuro ci sono le donne. Con portafoglio. La ricchezza globale a guida femminile tra il 2018 e 2023 è salita del 51%, raggiungendo i 60 mila miliardi di dollari. Una corsa veloce, ad un tasso molto più elevato della crescita media (43%) senza distinzioni di genere. Avverte McKinsey in una ricerca – citata anche da Ferruccio de Bortoli nella sua rubrica quotidiana «Frammenti» – : se le aziende di asset management non si metteranno a studiare seriamente le esigenze e le richieste delle clienti potrebbero perdersi una delle più interessanti fette di business negli anni che verranno.
Nonostante ci siano ancora molti soffitti di cristallo da rompere, l’avanzata della leadership delle donne nell’industria mondiale del risparmio è visibile. Solo qualche nome: Jenny Johnson che guida Franklin Templeton, storico marchio Usa, Valerie Baudson, ceo di Amundi, il big europeo o Maria Luisa Gota, a capo di Eurizon Capital, la fabbrica dei fondi di Intesa Sanpaolo. Ma adesso è il tempo delle madri di famiglia, delle manager e delle imprenditrici che, se l’offerta fosse interessante, potrebbero farsi più avanti per comprare i servizi di gestioni & co. L’evidenza è che, in media, le donne siano meno a loro agio con il mondo della consulenza finanziaria. Il 53% dei portafogli controllati da signore non è gestito, contro il 45% di quelli intestati al maschile. Raggiungere la parità – sottolinea McKinsey – per l’industria significa cogliere un’opportunità che vale 10 mila miliardi di dollari, da qui al 2030. E le donne con cui bisognerà misurarsi sono, e saranno sempre di più, giovani ed esigenti. In Europa la confidenza delle millennial con le decisioni finanziarie è cresciuta nei cinque anni oggetto dello studio del 32%. Una sicurezza che porta alla richiesta di prezzi giusti: il 30% delle donne al timone esprime insoddisfazione rispetto alla qualità del servizio finanziario ricevuto. E il 37% dichiara di progettare un cambio di intermediario. Le donne alla guida dei portafogli sono, più degli uomini, attratte dalla pianificazione finanziaria a lungo termine e dal raggiungimenti di obiettivi specifici. Rispetto ai maschi, sono meno sensibili alle promesse di elevati rendimenti. In questo tempo di appelli istituzionali al valore del risparmio paziente per il futuro della previdenza e per il gran passaggio di eredità che si prepara nel decennio, non sembrano esserci candidate migliori. Il sistema lo capirà?