Corriere della Sera, 9 maggio 2026
I file inediti sugli Ufo svelati dal Pentagono
A febbraio Barack Obama, ospite di un podcast, aveva buttato lì, un po’ alla chetichella, che gli alieni esistono anche se lui non li ha mai visti. Poi aveva dovuto chiarire che si era espresso in termini un po’ spicci ma che, no, durante la sua permanenza alla Casa Bianca non aveva avuto «alcuna prova» di contatti con extraterrestri e che, no, «non sono tenuti nell’Area 51, dove non c’è alcuna struttura sotterranea, a meno che non esista un enorme complotto che l’ha nascosta al presidente degli Stati Uniti». E, pochi giorni dopo, Donald Trump aveva detto di aver chiesto al Pentagono di riesaminare i documenti secretati sugli alieni e sulle forme di vita extraterrestri in vista di una loro pubblicazione.
Ed ecco che ieri il dipartimento della Guerra ha inaugurato un sito accessibile a tutti all’indirizzo war.gov/ufo su cui sono stati caricati 162 gruppi di file provenienti, oltre che dallo stesso Pentagono, anche dall’Fbi, dalla Nasa e dal dipartimento di Stato (l’archivio si arricchirà in futuro di nuovi contenuti). Trump ha celebrato l’inaugurazione del database con un post su Truth, accusando i predecessori di essere stati poco trasparenti sul tema e scrivendo: «Grazie a questi nuovi documenti e video, i cittadini potranno farsi da soli un’idea: “CHE COSA DIAVOLO STA SUCCEDENDO?”. Buon divertimento e buona visione!».
L’homepage del sito, che sfoggia una deliziosa grafica vintage monocroma e dei caratteri tipografici retro da macchina per scrivere, ha in esergo un altro post di Trump su Truth, la piattaforma social che il presidente usa come sua personale gazzetta ufficiale. Frugando in questo archivio digitale si possono consultare documenti che vanno dal 1947 al 2025. Si tratta di report, fotografie e video relativi a Ufo (oggetti volanti non identificati) e Uap (fenomeni aerei non identificati) che sarebbero stati visti negli Stati Uniti e in ogni angolo del mondo, dalla Papua Nuova Guinea al Kazakistan. Alle testimonianze di privati cittadini e di singoli militari americani, i cui nomi sono protetti da pecette, si mescolano immagini più «ufficiali» come quelle scattate durante le missioni dell’Apollo 12 (1969) e dell’Apollo 17 (1972).
L’attenzione delle agenzie federali americane per Ufo e Uap è nota da tempo: nel 2017 il New York Times aveva rivelato che già da dieci anni il Pentagono aveva avviato un programma segreto per indagare sui resoconti di militari che si erano imbattuti in oggetti volanti non identificati. Quel programma – che era stato varato con un budget di 22 milioni di dollari grazie agli sforzi bipartisan dei senatori democratici Harry Reid e Daniel Inouye e del loro collega repubblicano Ted Stevens – non esiste più, ma Washington continua a interessarsi al tema, ad esempio con la Unidentified Aerial Phenomena Task Force, creata nel 2022.
La pubblicazione dei file ricalca quella della documentazione su Epstein consultabile online. E, com’è accaduto con le carte relative alle attività del finanziere pedofilo, il rischio è che anche in questo caso l’«operazione trasparenza» finisca per fomentare ulteriormente i complottisti e gli alfieri delle teorie più fantasiose. E per di più, sugli ufo, c’è forse ben poco da svelare, se non qualche immagine con dei punti luminosi appena visibili e degli «identikit» un po’ grotteschi di oggetti volanti disegnati in base alle descrizioni fatte da qualche «testimone».