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 2026  maggio 09 Sabato calendario

Meloni, vertice con Rubio: incontro franco e costruttivo

Dire che sia tutto come ai bei tempi, quando Giorgia Meloni venne ricevuta alla Casa Bianca come la migliore degli alleati o quasi, sarebbe davvero eccessivo. Ma rispetto alle ultime settimane, con Donald Trump a cannoneggiare contro l’Italia partner deludente e a ipotizzare il ritiro delle truppe Usa dalle basi nazionali, i rapporti tra America e Italia sembrano perlomeno meno tesi.
La visita del segretario di Stato Usa Marco Rubio in Vaticano, e «di cortesia» anche a Palazzo Chigi con la premier Meloni e, prima, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, è servita a depotenziare lo scontro, a limitare le asprezze e a dichiarare quello che tutti sanno quanto sia essenziale: «È fondamentale tutelare la relazione transatlantica, ciascuno tenendo conto dei propri interessi nazionali».
Lo hanno praticamente detto con le stesse parole tutti e tre i protagonisti della giornata, prima e dopo l’incontro tra Rubio e il titolare della Farnesina e poi, per un’ora e mezza, con la presidente del Consiglio. I nodi principali non sono sciolti – Rubio ci ha tenuto a dire che «non abbiamo parlato di ritiro delle truppe» —, e non era possibile, la linea di Trump altalenante non permette di mettere punti e a capo, ma l’alleanza Italia-Usa resta solida.
Non si sarebbe quindi sceso nei particolari dei temi che vedono i due Paesi divisi – primo fra tutti l’Iran, intervento armato che l’Italia come il resto dell’Europa non ha sostenuto – ma si è ristabilito un dialogo. È stata Meloni, da Milano, a dichiarare che l’incontro è stato «molto ampio, molto costruttivo, tra nazioni che ovviamente sono alleate: si sono trattati temi di rilevanza internazionale come il Medio Oriente, la sicurezza, il commercio che passa per lo Stretto di Hormuz, dossier di particolare importanza per l’Italia perché ci gioca un ruolo cruciale come la Libia, il Libano»; e si è ovviamente parlato di «Ucraina», come di Cina dove Trump sta per andare in visita ufficiale.
Poi, la parte più politica: «È stato un incontro costruttivo – ripete la premier – sicuramente franco, tra due nazioni che entrambe allo stesso modo comprendono quanto sia necessario difendere i propri interessi nazionali. L’Italia difende i propri interessi nazionali come gli Usa, ed è bene che su questo ci sia accordo».
Insomma, né vassalli né nemici vuol dire Meloni.Tajani lo ribadisce: «Noi diciamo sempre quello che pensiamo, tuteliamo l’interesse nazionale e l’interesse nazionale è anche la relazione transatlantica e il rapporto con gli Stati Uniti». Poi si vedrà se e come ci sarà un intervento delle nostre forze armate, comunque non senza un cessate il fuoco. Rubio, da parte sua, ha pure detto che certo, l’incontro «è andato bene», che la prossima volta che verrà avrà imparato l’italiano, ma anche che sulle truppe «decide Trump», e che appunto restano distanze sulla guerra in Iran: «Sul blocco di Hormuz bisogna essere pronti a qualcosa di più che parole forti».
Per ora però la linea del governo non cambia, e non piace al Partito democratico: «Meloni non difende la Ue, l’incontro con Rubio non cambia le prospettive», è l’attacco.