ilmessaggero.it, 8 maggio 2026
10 milioni di debiti, ma dovrà risarcire solo 26.000 euro
Nel tempo ha accumulato debiti provenienti da vecchi contenziosi fiscali con l’Agenzia delle entrate per circa 10 milioni e 600mila euro, ora tramite la procedura di liquidazione controllata da sovraindebitamento, un ex imprenditore di San Severino potrà uscirne pagando poco meno di 26mila euro.
La ricostruzione
L’incubo per un 54enne era iniziato nel 2011, dopo un controllo effettuato dalla Guardia di finanza. I militari avevano effettuato accertamenti fiscali dal 2006 al 2009 che avevano avuto strascichi penali conclusi con l’assoluzione. Sul fronte fiscale invece, il settempedano aveva impugnato gli avvisi di accertamento inviati dall’Agenzia delle entrate. La commissione tributaria di Macerata aveva accolto la sua ricostruzione, ma l’Agenzia delle entrate propose appello e la commissione tributaria regionale ribaltò il verdetto. Visto l’esito e i costi elevati che avrebbe dovuto sostenere per il ricorso in Cassazione l’ex imprenditore rinunciò ad andare avanti. Era il 2020. Imposte, sanzioni e interessi, negli anni sono diventate valanghe e il 54enne ha accumulato debiti per 10, 6 milioni di euro.
La svolta
Due anni fa la svolta. L’uomo si è rivolto allo studio Nest advisor di Pesaro per risolvere una situazione diventata a dir poco drammatica. Ha così avviato una procedura ad hoc (di liquidazione controllata) prevista dal Codice della crisi d’impresa, che ha integrato la legge chiamata “salva suicidi”, nata per gestire situazioni di sovraindebitamento, e ha presentato un piano di ristrutturazione del debito.
In questo caso il sovraindebitamento per il settempedano era stato generato dalla chiusura di due attività nei settori del calzaturiero e automobilistico, di cui era stato titolare, nel 2006 e nel 2010, dovute alla crisi economica che aveva interessato entrambi i settori e da un’iniziativa imprenditoriale naufragata a causa di un’altra persona. È stato così nominato un gestore della crisi, Manola Sampaolo di Macerata, la professionista ha attestato che il debitore aveva tutti i requisiti per accedere alla procedura. L’uomo, che oggi lavora, metterà a disposizione dei creditori 720 euro al mese per tre anni, per un ammontare complessivo di 25.920 euro. Valutati tutti gli atti il Tribunale di Macerata ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio.
«Sono delle occasioni preziose – sottolinea il commercialista Niccolò Di Bella, fondatore di Nest Advisor – che vanno attentamente studiate e valutate, ma funzionano. Rappresentano davvero una seconda chance, ma a determinate condizioni. L’indebitamento, anche se enorme, non dev’essere stato generato in maniera fraudolenta. Non è un salvacondotto per i furbetti».