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 2026  maggio 08 Venerdì calendario

Minetti, Cipriani diffida il Fatto: pronto a chiedere 250 milioni di dollari

Rimuovere ogni traccia degli articoli sulla grazia concessa a Nicole Minetti, ma anche “cessare e desistere” dal portare avanti la nostra inchiesta giornalistica. Altrimenti ci verrà chiesto un risarcimento “in nessun caso inferiore” a 250 milioni di dollari. È una richiesta record quella che Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti, ha indirizzato al nostro giornale. Non si tratta ancora di una causa, ma è probabile che lo diventerà presto visto che i legali di Cipriani ci hanno dato 48 ore per dare seguito alle loro richieste, francamente irricevibili. Un ultimatum che è già scaduto.
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Cipriani e Minetti non hanno mai voluto rispondere alle domande poste dal Fatto sin dall’11 aprile, quando abbiamo dato per la prima volta la notizia della grazia concessa a Minetti. Poi il 4 maggio, l’imprenditore ha rilasciato un’intervista al Corriere in cui ha dichiarato di voler chiedere i danni “quando le cose si saranno calmate”. Nel frattempo è arrivata al nostro giornale una mail da Reinhardt Savic Foley, studio legale con sede al Wall Street Plaza di New York. Sono sei pagine, la data è quella del 2 maggio ed essenzialmente accusano Il Fatto di aver “pubblicato e diffuso dichiarazioni false e altamente lesive nei confronti di Cipriani”. Gli avvocati dell’imprenditore non contestano un articolo specifico, ma varie informazioni riportate nei nostri pezzi che hanno acceso un faro sulla grazia concessa a Minetti. È solo dopo la nostra inchiesta che, il 27 aprile scorso, il Quirinale è intervenuto per chiedere al Ministero della Giustizia ulteriori approfondimenti in merito alla “supposta falsità degli elementi” indicati nell’istanza dei legali dell’ex igienista dentale, già condannata a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby-bis e a un anno e un mese per peculato nella “rimborsopoli” lombarda.
La Procura generale di Milano ha riaperto le indagini, che sono tutt’ora in corso tra Ibiza e l’Uruguay. In attesa di capire quale sarà l’esito degli accertamenti dell’Interpol, dunque, Cipriani ci chiede di smetterla subito di scrivere, cancellando ogni traccia di quanto raccontato finora.
“La presente lettera costituisce una richiesta formale affinché il Fatto Quotidiano, insieme ai suoi proprietari, affiliati, redattori, giornalisti, collaboratori, agenti e tutte le persone che agiscono di concerto con esso (“Il Fatto”) cessino e desistano immediatamente dal pubblicare, ripubblicare, distribuire, diffondere, trasmettere, pubblicare o altrimenti diffondere dichiarazioni false e diffamatorie riguardanti Cipriani”, è l’incipit della lettera dei legali. Seguono poi tutta una serie di richieste. Ci viene chiesto di “rimuovere immediatamente da tutti i siti web, archivi, piattaforme di social media, canali video, newsletter, notifiche push e qualsiasi altro mezzo di comunicazione o canale di distribuzione” tutti gli “articoli, i post, i titoli, gli estratti, le immagini, le didascalie, i teaser, gli episodi, i clip e altri contenuti” relativi al caso.
Ma i legali di Cipriani ci chiedono anche di “pubblicare e diffondere una ritrattazione e una rettifica complete” di quanto raccontato finora. Inoltre dobbiamo “cessare e desistere dal redigere, pubblicare, ripubblicare, trasmettere, postare, distribuire o diffondere in qualsiasi altro modo dichiarazioni, suggerimenti, allusioni o insinuazioni false, diffamatorie, fuorvianti o denigratorie”. La diffida ci impone pure di “conservare tutti i documenti, le comunicazioni, le note, le bozze, i materiali di riferimento, le registrazioni, i metadati, le e-mail, i messaggi di testo, le chat interne, i commenti editoriali e tutte le informazioni archiviate elettronicamente relative in qualsiasi modo alla creazione, alla ricerca delle fonti, alla revisione, all’approvazione, alla pubblicazione” degli articoli relativi a Cipriani, a Jeffrey Epstein, a Carlo Nordio, a Nicole Minetti ma pure a Punta del Este e “qualsiasi presunta richiesta di grazia”. Insomma dobbiamo imporci un bavaglio completo oppure Cipriani “chiederà un risarcimento danni per un importo da determinarsi in sede di giudizio, ma in nessun caso inferiore a 250.000.000 di dollari Usa”.