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 2026  maggio 08 Venerdì calendario

E Trump minaccia Von der Leyen "Azzerate i dazi o alzeremo i nostri"

Intesa totale sul no a un Iran dotato di arma nucleare e un ultimatum imposto dagli Stati Uniti all’Unione europea per arrivare alla ratifica dell’accordo commerciale di Turnberry. Sono i contenuti della telefonata fra Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Il leader americano ha sottolineato come gli Usa siano ancora in attesa di un sì da Bruxelles all’intesa. «Ho aspettato pazientemente – ha scritto su Truth Trump dando notizia della telefonata – che la Ue adempisse alla sua parte dello storico accordo commerciale che abbiamo concordato a Turnberry, in Scozia, il più grande accordo commerciale di sempre! È stato promesso che l’Ue avrebbe mantenuto la propria parte dell’accordo e, come previsto dall’accordo, avrebbe ridotto i dazi a zero! Ho accettato di concederle tempo fino al 250esimo compleanno del nostro Paese (4 luglio 2026), altrimenti, sfortunatamente, i loro dazi saliranno immediatamente a livelli molto più alti».
Un affondo che fa seguito a diversi contatti fra le parti e arriva nella settimana in cui Trump ha annunciato – ma ancora non dato formalmente avvio – un incremento delle tariffe al 25% per le automobili e i camion. Il tutto mentre nella notte italiana una corte federale Usa ha bocciato i dazi al 10% già imposti da Trump definendoli “illegali”.
Qualche settimana fa una delegazione europea aveva avuto colloquio con il team americano che gestisce la pratica del Trade. In quell’occasione, a quanto può ricostruire La Stampa, Jamieson Green, Rappresentante Usa per il Commercio aveva esternato la sua irritazione per le lungaggini europee e minacciato praticamente di far saltare tutto. Gli europei gli avevano risposto spiegandogli la complessità dell’iter di ratifica e il ruolo dell’Europarlamento che ha introdotto clausole di salvaguardia. «Greer, dopo aver attaccato, era apparso più ragionevole e compreso che c’è la volontà di chiudere l’accordo», aveva spiegato la nostra fonte.
Dopo il via libera della Commissione e dei governi dei Ventisette, il Parlamento ha approvato in marzo l’intesa introducendo alcuni emendamenti note come clausole di salvaguardia. Sono tre. Anzitutto l’accordo entra in vigore solo quando gli Usa avranno messo la tariffe a tutte le merci al 15% e quindi qui c’è un punto di domanda visto che su molti prodotti, ad esempio quelli che contengono acciaio e alluminio, il livello daziario è al 50%; si vuole imporre una scadenza dell’intesa il 31 marzo del 2028, quindi ancora in piena Amministrazione Trump; infine una clausola di sospensione dell’accordo se Trump dovesse alzare unilateralmente i dazi o minacciare l’integrità territoriale europea.
Nei Palazzi europei l’accordo non ha ancora ottenuto la definitiva luce verde. Il trilogo – il tavolo che riunisce Consiglio, Commissione ed Eurocamera – mercoledì sera ha trattato a oltranza ma senza trovare un punto di caduta. Sono stati fatti «progressi sostanziali» ma ci sarà un nuovo trilogo il 19 maggio. Significa che l’Europarlamento, dovesse quel giorno essere raggiunta l’intesa, dovrà formalmente votare l’accordo. La prima data utile è la plenaria di giugno. Cadrebbe quindi prima dell’ultimatum del 4 luglio.
A Washington continuano a scrutare i movimenti europei consapevoli che all’Eurocamera il fronte anti-Trump è andato ingrossandosi. Il vicesegretario dei Stato, Christopher Landau in un incontro ristretto con i reporter cui La Stampa ha partecipato ha sollevato un altro tema: «Continuiamo ad avere serie preoccupazioni per come gli europei trattano la compagnie americane».