repubblica.it, 8 maggio 2026
Il caso di “Barbie”, venezuelana arrestata a Roma per terrorismo
Oppositrice di Nicolás Maduro o terrorista? Per la Spagna le accuse mosse alla 31enne Anyeli Katherine Diaz Da Silva non reggono e i giudici l’hanno rimessa in libertà. La giovane, mamma e imprenditrice, che in Venezuela chiamano “La Barbie”, per lo stesso mandato di cattura internazionale respinto da Madrid è stata però arrestata a Roma, mentre si trovava in un hotel, e messa in carcere in attesa della decisione sull’estradizione. Un provvedimento che la donna ha contestato tramite il suo difensore, l’avvocato Giulio Mastrobattista, ma che è stato confermato prima dalla Corte d’Appello e poi dalla Cassazione.
La Repubblica bolivariana del Venezuela nel 2022 ha disposto la cattura della 31enne ritenendola parte della “Banda del Koki” a Caracas, accusandola di aver commesso l’anno precedente gravi reati. Trasferitasi in Europa, Anyeli Katherine Diaz Da Silva ha ottenuto la cittadinanza portoghese e da tre anni vive in Spagna, dove ha avviato un’attività imprenditoriale.
I giudici spagnoli hanno rimesso in libertà “La Barbie” sostenendo che l’estradizione è richiesta per avere la giovane “presumibilmente ricevuto telefonate dal capo di una presunta organizzazione criminale e per aver lasciato il Paese, nonostante non avesse precedenti penali o giudiziari prima di essere convocata dalle autorità venezuelane incaricate delle indagini”.
I giudici hanno specificato che “l’accusa non corrisponde ad alcuna attività criminale, nemmeno sospetta, ed è talmente inconsistente da suggerire che la richiesta sia priva di un reale fondamento fattuale”. Una richiesta di estradizione basata, sempre per le autorità spagnole, “sulla descrizione di eventi generici, attribuiti a un gruppo di persone non specificato, tra cui Anyeli Katherine Diaz Da Silva non è inclusa”. E avviata “sulla base di eventi chiaramente atipici e, pertanto, inammissibili come motivo per una richiesta di estradizione di questa natura”.
Per i giudici vi è una “chiara assenza di atti criminali”. Il 15 marzo a Roma la polizia ha però arrestato la 31enne.
La donna, tramite il proprio difensore, ha mostrato il documento che attesta la cittadinanza portoghese, quelli con cui mostra di essere residente stabilmente in Spagna da oltre tre anni e la sentenza dell’autorità giudiziaria spagnola, dalla quale risulta essere stata già giudicata per lo stesso fatto e rimessa in libertà. Ma l’arresto è stato convalidato.
L’avvocato Mastrobattista ha sostenuto, sia davanti alla Corte d’Appello che a quella di Cassazione, come la vicenda a suo avviso vada contro lo stesso diritto europeo: niente da fare. Ora “La Barbie” rischia l’estradizione.