corriere.it, 8 maggio 2026
Lee Mongerson Gilley, fuggito dal Texas, è a Torino
Si trova detenuto a Torino Lee Mongerson Gilley, 39 anni, fuggito dagli Stati Uniti e accusato dell’omicidio della moglie incinta e del figlio non ancora nato. L’uomo, ingegnere informatico, approdato a Malpensa il 3 maggio, ha chiesto protezione internazionale: è in attesa di estradizione ma nel suo Paese rischierebbe la pena di morte.
La morte della moglie
Il caso è intricato. Mongerson Gilley avrebbe ucciso la moglie Christa. In un primo momento avrebbe cercato di giustificarsi con la polizia parlando di morte per overdose, in seguito avrebbe ammesso le proprie colpe: il 7 ottobre 2024 nella contea di Harris, in Texas, avrebbe ucciso la moglie, in avanzato stato di gravidanza, esercitando pressione sul collo e sulla parte superiore della schiena. Arrestato pochi giorni dopo ha ottenuto però il rilascio dietro pagamento di un milione di dollari, con l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico.
La fuga
Venerdì scorso, 1 maggio, il braccialetto avrebbe inviato alla polizia un allarme di manomissione. Gli agenti non sono più riusciti a rintracciare l’uomo. Alcuni giorni più tardi l’avvocato ha spiegato che Lee Mongerson Gilley aveva tagliato il dispositivo e si era imbarcato su un aereo diretto in Canada per trasferirsi poi in Italia. L’operazione in aeroporto, coordinata dal Servizio Centrale Operativo e dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia con il supporto dell’FBI, è stata eseguita da personale della Squadra Mobile e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino insieme agli agenti della Polizia di Frontiera. L’uomo era destinatario di una «red notice» Interpol emessa dalle autorità statunitensi. A Malpensa Gilley avrebbe detto alle autorità che stava chiedendo asilo nel Paese perché era stato «perseguito ingiustamente» e temeva di andare incontro alla pena di morte. L’uomo aveva inizialmente esibito un passaporto belga falso e altri documenti contraffatti. Dopo la convalida del trattenimento nel Cpr di Torino, è stato arrestato e trasferito nel carcere «Lorusso e Cutugno» in attesa delle procedure di estradizione.