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 2026  maggio 08 Venerdì calendario

Angelini raddoppia in America: compra Catalyst

Angelini Pharma realizza la più grande acquisizione mai condotta sui mercati internazionali da un gruppo farmaceutico italiano. Con un’offerta da 4,1 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro) la multinazionale fondata da Francesco Angelini ad Ancona 107 anni fa (1919), si aggiudica l’americana Catalyst Pharmaceuticals, realtà biofarmaceutica specializzata nelle terapie avanzate per le malattie rare neurologiche e neuromuscolari. Settore, quello del cosiddetto brain health, nel quale Angelini punta a diventare player globale.
Un punto «di svolta nel percorso di trasformazione» annuncia la stessa società presieduta da Thea Paola Angelini, esponente della quarta generazione della famiglia, e guidata da Sergio Marullo di Condojanni. Secondo fonti vicine all’operazione, l’acquisizione americana ha il sostegno di Cdp Equity, la holding di investimento della Cassa depositi e prestiti che entrerebbe nel capitale in fase di finalizzazione (il perfezionamento è previsto nel terzo trimestre). Il valore dell’operazione riconosce un premio del 28% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi 30 giorni di Catalyst al 22 aprile 2026. L’operazione vede la partecipazione dei fondi Blackstone e in particolare del team italiano guidato da Andrea Valeri, di alcuni partner internazionali e il supporto di Bnp Paribas, che agisce in qualità di unico coordinatore globale e sottoscrittore del pacchetto di finanziamento. L’advisor legale di Angelini è lo studio associato Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.
«A seguito del completamento dell’acquisizione, Angelini Pharma intende integrare il portafoglio e l’infrastruttura commerciale di Catalyst Pharmaceuticals – si legge ancora – con le proprie competenze e i propri prodotti in Brain Health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle Malattie Rare». Con Catalyst Angelini, già specializzata in farmaci neurologici, antidolorifici e antinfiammatori, si dota dell’accesso a prodotti ad alto prezzo negli Usa per malattie rare.
La presenza industriale in Italia rimane «un asset strategico per Angelini Pharma, un riferimento produttivo e scientifico di valore nel quadro delle sue operazioni globali», assicura la società che fa parte di una realtà diversificata. Oltre ad Angelini Pharma, alla holding Angelini Industries (5.800 dipendenti, 2,1 miliardi di ricavi) fanno capo Angelini Technologies, Angelini Ventures, Angelini Wines & Estates. Nel largo consumo, c’è Fater, jv paritetica con P&G. «Cinque anni fa abbiamo avviato una trasformazione profonda di Angelini Pharma con l’obiettivo di costruire un’azienda capace di competere a livello globale», afferma Marullo di Condojanni. «Da un lato continuando a investire sul nostro portafoglio tradizionale, dall’altro puntando sulla cura delle patologie del sistema nervoso centrale, un bisogno purtroppo in grande crescita. Oggi compiamo un nuovo passo significativo».