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 2026  maggio 08 Venerdì calendario

Usa come la Cina, sorvegliati i cittadini

La Cina, leader (o co-leader con gli Usa) nell’intelligenza artificiale e con sistemi digitali ormai entrati in ogni aspetto della vita dei cittadini, ha creato un apparato capillare di sorveglianza, base di un sistema di rating sociale: premi per chi è più produttivo, rispetta le regole, è allineato alle idee del regime. Chi si impegna poco, passa per disfattista o anche solo pessimista, viene lasciato indietro o punito. Una realtà che ci pare lontana, non solo geograficamente: altra storia, altra cultura, il collettivo che annulla l’individuo, liberaldemocrazia sconosciuta. Ma ora qualcosa di simile prende forma anche in un mondo più vicino per cultura e politica: gli Stati Uniti.
Nel Paese delle libertà, un tempo allergico ai controlli, sconosciuta la carta d’identità, il primo cambiamento è arrivato con gli attentati di Al Qaeda dell’11 settembre 2001. Una legge controversa, il Patriot Act, doveva servire a sorvegliare telefoni e computer di stranieri sospetti: poi i controlli sono andati molto oltre.
Con lo sviluppo del web, i tanti servizi online e big data, abbiamo scoperto (tardi) di aver regalato i nostri dati privati ai giganti di big tech che hanno creato quello che Shoshana Zuboff ha definito in un celebre saggio il «capitalismo della sorveglianza». Comunque frammentato nelle mani di vari soggetti privati.
Ora, con l’intelligenza artificiale e la caccia agli immigrati clandestini per la quale l’ICE ha avuto centinaia di miliardi di dollari, in poco tempo il governo Usa ha creato un sistema capillare di sorveglianza che, giustificato con la ricerca degli illegali, di fatto consente alle polizie di consultare tutti i dati privati di oltre 300 milioni di americani: indirizzi di casa e lavoro, social media, acquisti, veicoli, dati sanitari, spostamenti monitorati con telecamere, Gps, cellule telefoniche e altro.
Possibile che accada quando la Costituzione vieta al governo di invadere la vita privata dei cittadini? Sì, spiega il Wall Street Journal che ha esaminato 4.000 contratti stipulati dal governo con 200 aziende private: lo Stato aggira i divieti comprando dai privati l’enorme mole di dati che poi Palantir e altri trasformano in un penetrante sistema di sorveglianza. Per fare cosa? Decine di membri del Congresso hanno chiesto spiegazioni all’ICE e al ministero della Sicurezza Interna. Attendono risposte.