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 2026  maggio 08 Venerdì calendario

Hantavirus, l’Oms traccia i contatti e invita alla calma

Sì, è possibile che emergano altri casi di hantavirus sulla nave della crociera di lusso che ha vissuto l’inferno nei mari più a Sud del mondo. E non solo a bordo, perché una trentina di passeggeri, di 12 diverse nazionalità, sono fuggiti dalla MV Hondius, battente bandiera olandese prima che scattasse la quarantena e si sono imbarcati su vari aerei per tornare a casa, in Europa, Stati Uniti, Asia.
«Non è l’inizio di un’epidemia, non è l’inizio di una pandemia», ha assicurato Maria Van Kerkhove, direttrice del Dipartimento per la prevenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma il suo direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso che altri contagi sono possibili, «visto il periodo di incubazione del virus», di circa sei settimane. I casi confermati sono finora cinque, tre dei quali hanno portato al decesso, mentre altre tre persone restano sotto osservazione. Ghebreyesus si è pure tolto qualche sassolino dalle scarpe, tirando le orecchie a Javier Milei che, seguendo l’esempio dell’americano Donald Trump, ha ritirato dall’Oms l’Argentina, da cui sarebbe partito il focolaio: «Ora capiranno quanto sia importante l’universalità per la sicurezza sanitaria, dato che ai virus non importa nulla della nostra politica, dei nostri confini o di tutte le scuse che possiamo accampare», ha detto.
Pur trattandosi di «un incidente serio», il capo dell’Oms ha ribadito ieri che il rischio per la popolazione globale resta «basso» e ha lanciato un appello alla solidarietà, in risposta alle polemiche che accompagnano l’imminente arrivo della Hondius alle Isole Canarie, dove è attesa domenica a mezzogiorno. Ghebreyesus ha ricordato «l’obbligo umanitario» di far sbarcare gli oltre 100 passeggeri rimasti a bordo, intrappolati da un virus che non si sa se abbia finito la sua corsa.
«Ho chiesto al presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, di accettare la nave, cosa che ha fatto. Lo ringrazio per la sua generosità, la sua solidarietà e per aver adempiuto al suo dovere morale», ha concluso il direttore dell’Oms. Ma il suo invito a «comprendere, appoggiare e cooperare con il governo centrale di Madrid» non sembra aver sedato le inquietudini e le faide politiche in Spagna. Il governatore delle Canarie ha sottolineato che la nave resterà in rada davanti al porto di Granadilla de Abona, senza attraccare, e gli stranieri verranno fatti sbarcare su delle lance, solo all’arrivo dei voli speciali inviati all’aeroporto di Tenerife Sud dai rispettivi Paesi di origine. Per quanto riguarda i 14 passeggeri spagnoli, che saranno trasferiti in un ospedale della capitale, ci ha pensato la governatrice di Madrid, Isabel Ayuso, a sollevare le polemiche contro il governo socialista: «Stiamo assistendo a una confusione assoluta», ha detto l’aspirante leader dei conservatori.
In navigazione da Capo Verde, i passeggeri sulla Hondius ora vivono in quarantena, trincerati nelle cabine disinfettate, in attesa di capire se anche loro sono stati contagiati dal «virus andino». Il focolaio sulla nave dei ricchi non è un episodio isolato, ma la punta dell’iceberg di un fenomeno allarmante. In un anno, i contagi in Argentina sono raddoppiati: tra luglio 2025 e fine aprile 2026, sono stati registrati 101 casi, di cui 32 letali (il 31,7%). Per quest’ultima «ondata», tutti gli indizi puntano alla coppia olandese deceduta, il marito di 70 anni sulla nave, la moglie di 69 a Johannesburg dopo aver tentato di imbarcarsi su un volo Klm diretto ad Amsterdam. Erano in viaggio da quattro mesi fra Cile e Argentina, fino alla partenza della Hondius, il 1 aprile, da Ushuaia verso l’Antartide.
Oltre a passeggeri e membri dell’equipaggio – eccetto i 30 sbarcati alla chetichella durante la sosta sulla remota isola di Sant’Elena, alcuni ricoverati nei Paesi d’origine – a bordo ora si trovano anche quattro medici. «Chiunque manifesti sintomi verrà subito isolato», garantiscono. Ma la paura, e il ricordo di un altro virus molto più contagioso, sono più vivi che mai.