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 2026  maggio 08 Venerdì calendario

Il voto in Gran Bretagna, Starmer in bilico

Si sapranno oggi in Gran Bretagna i risultati di una tornata elettorale di importanza cruciale: si tratta di un voto amministrativo, ma le cui conseguenze si faranno sentire pesantemente a livello nazionale. Erano al rinnovo i consigli locali di mezza Inghilterra, oltre ai Parlamenti regionali di Scozia e Galles: e tutti i sondaggi indicavano che i laburisti, oggi al governo, vanno incontro a una disfatta di proporzioni storiche. I vincitori annunciati sono la destra populista di Nigel Farage e la sinistra eco-populista dei Verdi di Zack Polanski (mentre anche i conservatori andranno male). In sostanza, si annuncia la fine del duopolio secolare laburisti-conservatori e l’avvento di un nuovo sistema politico, frammentato e polarizzato, che vede cinque partiti (ci sono anche i liberaldemo-cratici) contendersi i favori dell’elettorato. Un cambiamento epocale, ma la cui prima conseguenza immediata potrebbe essere l’avvio del processo di rimozione del primo ministro Keir Starmer. Tutti ormai nello stesso partito laburista sono convinti che l’uscita di scena del premier, il più impopolare della Storia, sia una questione di quando, non di se: ma il problema è il come. Non c’è un accordo su un successore e i potenziali candidati alla leadership (il ministro della Sanità, il blairiano Wes Streeting, e la ex vicepremier, Angela Rayner, portabandiera della sinistra), esitano a uscire allo scoperto. Lo scenario più accreditato a Londra è che Starmer stesso indichi un calendario per una successione ordinata, da completarsi in autunno, cosa che darebbe il tempo di candidarsi al popolarissimo sindaco di Manchester, Andy Burnham, visto come il «cavaliere bianco» in grado di risollevare le sorti del Labour. Ma c’è anche chi pensa che Starmer (che è uomo ostinato) andrà avanti, ferito e azzoppato, almeno fino alla fine dell’anno: e il premier sta già preparando un discorso di rilancio, nei prossimi giorni, che sarà centrato su una decisa sterzata in direzione dell’Unione europea. Tornando ai risultati elettorali, va poi notato che la probabile vittoria dei partiti nazionalisti in Scozia e Galles produrrebbe una situazione in cui tutte le regioni non inglesi (in Irlanda del Nord alla guida c’è il Sinn Fein) sarebbero governate da formazioni il cui obiettivo ultimo è lo smembramento del Regno Unito. Da stasera, quando si sapranno i risultati, a Londra si aprirà comunque una fase nuova.