Corriere della Sera, 8 maggio 2026
Mediaset interviene su Nordio «Dispiaciuti, ma non censuriamo»
È Sempre Carta Bianca, sì, ma non si può scriverci sopra di tutto. È quello che ha fatto sapere il ministro della Giustizia Carlo Nordio tre giorni fa, dopo che durante la trasmissione di Bianca Berlinguer in onda su Rete4 è stato chiamato in causa dall’ospite – Sigfrido Ranucci autore e presentatore di Report su Rai3 – come frequentatore della villa in Uruguay di Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti, alla quale è stata concessa la grazia per ragioni umanitarie. Una «pista che stiamo seguendo», l’aveva definita lo stesso Ranucci, ma alla telefonata del Guardasigilli in diretta in cui negava totalmente la sua presenza lì, non ha aggiunto altri particolari. E la conduttrice Bianca Berlinguer, difesa ieri in un post dallo stesso Ranucci, secondo il ministro non si sarebbe dissociata abbastanza dalle dichiarazioni del suo ospite.
Risultato? Due giorni fa, le scuse di Ranucci che si è «cosparso il capo di cenere» parlando in tivù, poi la decisione di Nordio: annunciare una azione risarcitoria non contro il conduttore che, recita una nota ufficiosa del ministero «si è scusato e la sua onestà è stata apprezzata», ma piuttosto contro Mediaset e la stessa Berlinguer, perché sarebbe «paradossale» che non si scusi a sua volta.
Questo l’antefatto, in una situazione complessa che ha fatto molto discutere. Perché, come dice l’azzurro Maurizio Gasparri, membro della commissione di Vigilanza Rai, «non vorremmo che la comprensibile reazione di Nordio nei confronti di Bianca Berlinguer oscurasse la condotta di Ranucci». Insomma «forse Nordio dovrebbe perseguire anche Ranucci e non soltanto la Berlinguer», e bisognerebbe anche riflettere sulle «performance di ascolto di certi programmi scesi al 3 % e adesso, addirittura, diretti verso il 2%».
La mancata querela a Ranucci e il colpo a Mediaset ha insospettito: che succede nei rapporti tra FdI e – perlomeno – la famiglia Berlusconi, proprietaria di Mediaset? Perché questo attacco? Di fatto se lo chiedono in una nota da Cologno Monzese anche i vertici dell’azienda, che intervengono con nettezza: trapela infatti «dispiacere» per la reazione del ministro. «Nessuna indulgenza verso le parole di Ranucci. Le notizie non verificate non sono notizie. Punto. Ma in diretta tutto può accadere e il ministro ha potuto smentire immediatamente le autonome affermazioni dell’ospite in studio. Da editori pluralisti, non censuriamo. Ma diamo a tutti la possibilità di ribattere, com’è accaduto».
C’è quindi uno scontro politico in atto? Sia da FdI sia da Mediaset ridimensionano. Dal partito fanno sapere che non c’è nulla contro Mediaset, che i rapporti tra Meloni e Marina sono ottimi, e che quella di Berlinguer è la trasmissione alla quale loro non vanno, esattamente come «a quella di Formigli», perché in quelle sedi vengono solo «presi di mira». Per il resto, Nordio non ha avuto alcuna indicazione di partito, ma si sarebbe mosso per conto suo.
Da Mediaset pure vengono respinte al mittente «le ricostruzioni giornalistiche che parlano di incrinature con il governo o di irritazione nei confronti della conduttrice: la dichiarazione di Bianca Berlinguer è stata condivisa con l’azienda». Insomma, non esiste «alcun giallo, interno o esterno, nessun complotto, ma neppure alcuna accondiscendenza verso gossip spacciati per giornalismo d’inchiesta».
Però in Forza Italia c’è chi avalla la linea del «i Berlusconi non sono disposti a lasciare troppo spazio a FdI e anche sulla legge elettorale potrebbero tenersi il Rosatellum, che permette, in caso di mancata vittoria, anche di governare in un governo tecnico o di larghe intese». Ma c’è anche un’altra linea – quella del segretario sicuramente – che lo nega: «Mai la famiglia Berlusconi ha dato questa indicazione. Parla gente che teme di non essere rieletta e usa il nome della famiglia spacciando rapporti e intimità che non hanno». Tesi sposata anche da FdI. Certo, FI chiede modifiche al testo della legge elettorale, su soglie ed entità del premio, ma non sarebbero sostanziali. Si vedrà presto come andrà a finire.