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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Nasa: Città del Messico sprofonda di 24 cm all’anno

Città del Messico sta affondando. La cruda realtà mostra un fenomeno, ormai, così macroscopico da essere chiaramente visibile dallo spazio. Nuove immagini catturate dal potentissimo sistema radar della NASA rivelano tassi di sussidenza allarmanti, superiori a 1,2 centimetri al mese, posizionando la metropoli tra le capitali che sprofondano più velocemente al mondo.
Il radar NISAR svela il disastro
L’estensione del problema è stata mappata con precisione millimetrica dal satellite NISAR, un progetto congiunto tra la NASA e l’Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale, meglio nota come ISRO. Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, durante la stagione secca, il satellite ha monitorato i movimenti del suolo rivelando che alcune zone della città sprofondano di circa 2 centimetri al mese, il che si traduce in una perdita di quota di oltre 24 centimetri ogni anno. Tra le aree più colpite figura l’aeroporto internazionale Benito Juarez, lo scalo principale della capitale.

Un gigante d’argilla senza più acqua
La causa principale di questo collasso geologico è legata alla natura stessa del territorio e allo sfruttamento delle risorse idriche. La megalopoli, che ospita oltre 22 milioni di residenti, sorge su un antico lago d’alta quota e sopra una falda acquifera millenaria.
La falda fornisce il 60% dell’acqua potabile della città, ma è stata pompata così intensamente da far collassare il terreno sovrastante per un’eccesso di estensione tale da aver reso tutto instabile.
In aggiunta a ciò, penso sia impossibile non considerare lo sviluppo urbano e l’incessante costruzione di nuove infrastrutture, in uno spazio che era limitato anche prima del’inizio di questo disastro, aggiungono un peso insostenibile sul suolo ricco d’argilla, accelerando lo sprofondamento in maniera, ormai, irreversibile. Questo sfruttamento estremo sta portando la capitale verso il cosiddetto “Giorno Zero”, il momento in cui i rubinetti rimarranno definitivamente all’asciutto e si arriverà a una scarsità d’acqua tale da rendere i periodi caldi letteralmente un inferno sulla Terra.

I segni sulla città: l’Angelo che “cresce"
Sebbene il fenomeno sia documentato fin dagli anni ’20, oggi gli effetti sono visibili in ogni angolo della metropoli sotto forma di strade squarciate, edifici inclinati e danni strutturali alla rete ferroviaria. Un esempio iconico è il monumento all’Angelo dell’Indipendenza: una costruzione alta quasi 35 metri e costruita nel 1910, per celebrare l’indipendenza del Messico, tanto che ospita le salme di 13 eroi della Resistenza messicana, inclusi anche Miguel Hidalgo y Costilla, detto “il Padre della Patria”, e Josefa Ortiz de Dominguez, unica donna sepolta nel monumento, che ha subito tale abbassamento del terreno circostante che le autorità hanno dovuto aggiungere ben 14 gradini alla sua base nel corso degli anni per permettere ai visitatori di raggiungerlo.
Come sottolineato da David Bekaert del team scientifico NISAR, Città del Messico è solo l’inizio: grazie a queste nuove tecnologie spaziali, scopriremo presto che molte altre aree del mondo stanno subendo lo stesso, silenzioso destino.