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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Unicredit, accordo per vendere parte delle attività in Russia

Unicredit firma un accordo non vincolante per cedere una parte delle proprie attività in Russia. Ad acquisirle è un investitore privato con sede negli Emirati Arabi Uniti, «con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale», si legge in una nota. In relazione di questi, l’istituto bancario ha effettuato le previste verifiche di conformità.
Questo accordo «accelera il processo di rifocalizzazione delle attività di Unicredit» nel Paese principalmente sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari statunitensi, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni. L’operazione, continua la nota, è stata strutturata e sarà eseguita in modo da garantire continuità e stabilità per clienti e dipendenti.
La struttura: come sarà
I clienti che usano le soluzioni di pagamento di UniCredit da e verso la Russia manterranno l’accesso all’attuale gamma di operazioni durante tutto il processo. La struttura prevede lo spin-off di una parte delle attività di AO Bank in una nuova entità separata, denominata New Bank. In seconda battuta, AO Bank, con le attività residue, sarà ceduta e diventerà Remaining Bank. A chiusura del processo, Unicredit deterrà il 100% di New Bank, mentre l’acquirente Remaining Bank al 100%.
È previsto a livello patrimoniale che l’operazione generi un beneficio sul capitale di circa 35 punti base: un impatto negativo al closing di circa 20-25 punti base sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a circa 30-40 punti base rispetto ai circa 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026 ed escludendo le soglie regolamentari.
Il perfezionamento dell’operazione è atteso nel primo semestre del 2027 ed è subordinato alla sottoscrizione degli accordi vincolanti, all’attuazione dello spin-off e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità regolamentari competenti.
"No impatti sul dividendo”
L’operazione di cessione di parte delle attività in Russia «non avrà impatti sugli obiettivi di utile netto del piano Unicredit Unlimited 2028-2030, in quanto eventuali fattori negativi aggiuntivi rispetto a quelli già incorporati nelle assunzioni saranno compensati», si legge nella nota. Peraltro, «non avrà impatti sulla distribuzione agli azionisti, in quanto i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi».
Si prevede inoltre che l’operazione di cessione di una parte delle attività in Russia «comporti» per Unicredit «un impatto negativo cumulato a conto economico di circa 3-3,3 miliardi di euro, inclusi circa 1,6-1,8 miliardi di euro derivanti dall’effetto della riserva cambi (voce non monetaria senza impatto sul capitale) sul conto economico».
Il Cremlino: “Nessuna decisione”
In Russia non è stata presa alcuna decisione in merito alla possibile vendita degli asset russi di Unicredit. A dirlo è il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, parlando della possibilità che il presidente Vladimir Putin autorizzi tale operazione. «È prevista una procedura speciale; quando verrà ricevuta una richiesta in tal senso, verrà esaminata. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito», dice Peskov, citato da Interfax.