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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Schlein vola da Obama, a Toronto

Elly e Barack. Coppia inedita ed evocativa, tanto che al Nazareno già preparano le macchine fotografiche. Nella sua missione di domani e dopodomani a Toronto, nuova tappa del suo percorso di costruzione di una rete internazionale, Schlein incontrerà Obama. Sia la segretaria del Pd che l’ex presidente degli Stati Uniti, infatti, saranno ospiti del premier canadese Mark Carney, organizzatore del “Global progress action summit”, ormai consueto appuntamento di leader politici e think tank progressisti. «Sarà un’occasione per ribadire che non ci rassegniamo ad assistere allo smantellamento del diritto internazionale e dell’ordine mondiale – spiega la leader dem – e che serve unire le forze progressiste e democratiche, ampliare il dialogo e la cooperazione con tutti i Paesi traditi dalle politiche e dai dazi di Trump». Insomma, lavorare a un asse atlantico che vada oltre il «presidente pro tempore”, perché l’alleanza con il Nord America (Usa e Canada) «resta imprescindibile, ma deve avere basi ben diverse da quelle di Trump», avverte Schlein.
E quale interlocutore migliore per discutere di questi temi di una figura iconica per i progressisti di tutto il mondo come Obama? «Sarà il nostro primo incontro, non ci ho mai parlato», dice la segretaria, tradendo un pizzico di emozione. E ricorda di quella volta che «lui era a pochi metri da me, al discorso della vittoria dopo le elezioni del 2012, quando ero sotto al palco a Chicago come volontaria della sua campagna elettorale». E ancora prima, nel 2008, ma «in quel caso ero rimasta un po’ più lontano». Insomma, per Schlein quello con Obama non sarà un colloquio come gli altri, rappresenterà un altro passaggio simbolico del suo percorso politico: da giovane attivista che distribuiva spillette e volantini a principale leader dell’opposizione in Italia, degna di ritrovarsi faccia a faccia con uno dei suoi “miti”. Senza contare l’inevitabile confronto con Meloni, rimasta impantanata nella sua «special relationship» con Trump, da cui ora fatica a smarcarsi. Della serie, Giorgia va con Donald, io con Barack.